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Triplice omicidio a Casalotti: cosa sappiamo sulle ricerche e sulle ipotesi investigative

La cronologia degli eventi e le piste investigative sul triplice omicidio di via Montiglio a Casalotti: ricerche estese, segnalazioni arrivate alla Questura di Roma e ipotesi sul movente tra vendetta legata al denaro e rivalità personali

Triplice omicidio a Casalotti: cosa sappiamo sulle ricerche e sulle ipotesi investigative

La periferia nord-ovest di Roma resta sotto osservazione dopo il grave episodio avvenuto in un appartamento di via Montiglio nel quartiere di Casalotti dove la notte di venerdì è stata consumata una strage che ha coinvolto una famiglia bengalese. Sono state uccise tre persone: Kamal Uddin Babul 39 anni, la moglie Jahan Hosne Momotay 38 anni, e la loro bambina Islam Arowa di 8 anni; un altro figlio della coppia è rimasto gravemente ferito.

Le forze di polizia mantengono un dispositivo di ricerca esteso e coordinate: posti di blocco, controlli nei punti di transito e verifiche in aree periferiche vengono effettuati in parallelo alla raccolta di elementi tecnici e testimonianze. Al centro delle indagini c’è la figura di Shahadat Hossain cittadino bengalese ritenuto dagli inquirenti il presunto responsabile dell’aggressione e al momento irreperibile.

Le ricerche di Shahadat Hossain e la mobilitazione delle autorità

Da quando la foto del presunto autore è stata diffusa, la Questura di Roma ha ricevuto oltre sessanta segnalazioni. È in atto una vera e propria caccia all’uomo con controlli ai capolinea degli autobus diretti all’estero, verifiche negli aeroporti e monitoraggi alle frontiere; è stato segnalato anche il coinvolgimento della provincia di Frosinone dove l’uomo risultava domiciliato. Le ricerche hanno interessato casolari abbandonati tra CasalottiBoccea e Primavalle e non sono escluse ispezioni in aree fluviali come il Tevere in relazione all’ipotesi che l’uomo si sia tolto la vita.

Segnalazioni, falso allarme e attività operative

Un controllo su un Frecciarossa fermato a Bologna sabato ha creato un allarme quando un passeggero è stato fatto scendere alle ore 16:30 con la ripartenza del treno alle 16:46. Dopo accertamenti è emerso che non si trattava del ricercato, benché vi fosse una somiglianza fisica. Complessivamente, alla linea telefonica messa a disposizione dalla Polizia di Stato sono arrivate numerose chiamate e messaggi, ma le verifiche finora non hanno portato all’arresto.

Elementi d’indagine: moventi e contatti

Gli investigatori della Squadra Mobile coordinati dalla procura, stanno valutando più ipotesi sul movente. Oltre alla pista passionale riferita da alcuni membri della comunità bengalese, prende corpo l’ipotesi che il fatto possa essere legato a una serie di minacce o a un presunto giro di estorsioni: informazioni acquisite indicano che minacce sarebbero state rivolte anche al padre di Kamal Uddin. Il ricercato, che sui social si era definito rappresentante a Roma del Partito Nazionalista Bangladese (BNP) e in passato aveva scritto di essere “responsabile dell’organizzazione“, è stato oggetto di analisi approfondite sulle sue relazioni e sui suoi spostamenti.

Gli inquirenti hanno ascoltato a lungo il fratello del ricercato nella speranza di ottenere elementi utili. La collaborazione della comunità bengalese si è però rivelata limitata, e sullo sviluppo delle indagini pesa ancora la cautela dovuta alla necessità di verificare ogni segnalazione.

Prospettive di fuga e richieste di protezione

Secondo atti agli atti investigativi, Shahadat Hossain aveva presentato a maggio dell’anno scorso una richiesta di protezione internazionale alla questura di Frosinone. Ha legami familiari nel Regno Unito dove risulterebbero la moglie e i figli, circostanza che alimenta l’ipotesi di un tentativo di fuga oltre confine e le verifiche sui collegamenti internazionali.

Vittime, situazione del sopravvissuto e attività medico-legali

Le tre salme sono state affidate alla sezione di medicina legale e sono previste autopsie su incarico della Procura della Repubblica di Roma con l’attività medico-legale in corso presso strutture autorizzate. L’unico sopravvissuto, il figlio maggiore della coppia, è stato operato per una frattura cranica con ematoma ed è in prognosi riservata: la sua testimonianza ha già indicato il nome del presunto responsabile e potrebbe risultare determinante per chiarire dinamiche e responsabilità.

Davanti al portone dell’appartamento in via Montiglio sono comparsi fiori e un peluche con un biglietto che recita la frase: “Piccola riposa in pace con mamma e papà“, segno della partecipazione emotiva della comunità locale a questo lutto.

Presidio e ricordo della comunità

Il palazzo resta presidiato dalla Polizia di Stato mentre continuano le attività investigative coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Nel quartiere si stanno svolgendo iniziative di commemorazione e sostegno alla famiglia e a chi è rimasto coinvolto: un momento pubblico cittadino è stato organizzato per ricordare le vittime e manifestare vicinanza a chi è stato colpito dalla tragedia.

La vicenda rimane aperta: la priorità degli investigatori è ricostruire con rigore i fatti, verificare le molte segnalazioni giunte alla Questura e accertare ogni linea d’indagine, dall’ipotesi di vendetta collegata al denaro a eventuali motivi personali, senza trarre conclusioni affrettate.

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