Il comunicato del Il Paese che Vorrei ha suscitato un misto di emozioni. Da un lato, le congratulazioni al sindaco Alessio Manuelli e ai consiglieri eletti; dall’altro, un elenco di avvertimenti che sembrano più una diffida preventiva che un messaggio di incoraggiamento.
La parte più intrigante è quella in cui si parla di discontinuità un concetto che i cittadini hanno chiaramente richiesto, eleggendo Manuelli e bocciando gli altri candidati. Tuttavia, il comunicato specifica che questa discontinuità deve rispettare precise condizioni: tempi, soluzioni e decisioni già stabilite dal Il Paese che Vorrei.
Discontinuità con condizioni
Il concetto di discontinuità viene celebrato, ma solo se allineato alle direttive del comitato. È un paradosso che riflette una forma di cambiamento che, in realtà, non cambia nulla. I cittadini hanno votato per un programma e una maggioranza, non per un comitato di certificazione permanente che vigili sulla purezza ideologica degli eletti.
Il diritto di informarsi, partecipare e monitorare è sacrosanto in una democrazia. Tuttavia, l’annuncio di una vigilanza così precoce, prima ancora che la nuova amministrazione abbia iniziato a lavorare, sembra eccessivo. È come presentarsi a un matrimonio con l’avvocato divorzista.
Guardiani della Rivoluzione in salsa civica
Il comunicato ricorda i Guardiani della Rivoluzione pronti a controllare che ogni delibera sia allineata ai sacri testi del comitato. Manca solo il Consiglio degli Ayatollah urbanistici che approvi il piano regolatore prima della giunta. La formula degli uomini soli al comando viene utilizzata in modo ironico, soprattutto quando viene richiesta la conformità alle decisioni del comitato.
Il confronto è il sale della democrazia, ma è importante aspettare che qualcuno inizi a lavorare prima di preparare il processo. La partecipazione civica è fondamentale, ma l’ansia da commissariamento preventivo può essere controproducente.
Ruoli diversi, confini chiari
Chi ha vinto ha il diritto-dovere di governare, e chi vigila ha il diritto-dovere di controllare. Sono ruoli diversi che, se confusi, possono produrre effetti ottici curiosi: perdere alle elezioni ma pretendere di vincerle nel comunicato successivo. Il confronto è necessario, ma deve essere costruttivo e rispettoso dei ruoli.
È importante trovare un equilibrio tra partecipazione civica e libertà di azione per l’amministrazione eletta.



