L’estate del 2026 sta portando con sé non solo temperature record, ma anche un’invasione di vespe che sta mettendo in allarme i residenti del Lazio. Il caldo eccessivo sta modificando il comportamento di questi insetti, rendendoli più attivi e aggressivi. Lunedì 3 agosto, un episodio preoccupante si è verificato a Morlupo, dove un anziano è stato attaccato da uno sciame di vespe mentre si trovava nel giardino di casa.
L’episodio ha coinvolto la Vespa Cartonaia nota anche come Polistes dominula una specie particolarmente attiva anche con temperature elevate. L’etologo Andrea Lunerti, intervenuto sul posto, ha raccontato che è bastato sfiorare un contenitore per scatenare l’attacco degli insetti. L’anziano, fortunatamente, è riuscito a chiedere aiuto e le sue condizioni non destano preoccupazioni, ma l’episodio ha messo in luce i rischi legati a questi incontri.
L’episodio di Morlupo: un attacco improvviso
Lunedì 3 agosto, un anziano di Morlupo è stato colpito da più punture di vespe mentre si trovava vicino a un serbatoio nel giardino di casa. Il braccio sinistro è stato il bersaglio principale degli insetti. L’uomo ha avuto la forza di allontanarsi e chiedere aiuto. Andrea Lunerti, l’etologo intervenuto, ha spiegato che il nido era enorme e nascosto all’interno del contenitore. “Mi sono avvicinato al contenitore – ha raccontato – e mi è bastato sfiorarlo. In un attimo le vespe hanno attaccato anche me.”
L’esperto ha sottolineato che l’anziano è stato fortunato. “Se avesse completamente aperto quel contenitore, le vespe gli sarebbero finite addosso tutte insieme.” Inoltre, ha spiegato che questi insetti possono colpire ripetutamente, aumentando il rischio di uno shock anafilattico in caso di attacco di gruppo. L’uomo è stato visitato da un medico e le sue condizioni non destano preoccupazioni, ma lo spavento è stato grande.
L’invasione delle vespe a Roma e dintorni
L’episodio di Morlupo non è un caso isolato. Il caldo record sta modificando la geografia degli imenotteri, che vengono segnalati in diverse zone del Lazio. Nelle ultime ore, un altro nido è stato trovato a Rignano Flaminio, nascosto nel celetto di una serranda. Questa volta, a occupare lo spazio era il calabrone orientale una specie che negli ultimi anni ha colonizzato sempre più aree del Lazio.
A Roma, le segnalazioni arrivano da ogni parte della città, da Prati a Balduina fino ai quartieri periferici. La convivenza con nidi scoperti nelle intercapedini degli edifici, nei cassonetti, nei contenitori o serrande sta diventando complessa. Il caldo eccezionale di questa estate sta favorendo la loro espansione nell’entroterra. Per gli esperti, è un fenomeno destinato a crescere.
Per i cittadini, la regola resta una sola: se si individua un nido, non bisogna mai tentare di rimuoverlo da soli. A volte, basta sfiorare uno sportello o tirare su una tapparella al rientro dalle vacanze perché il silenzio di una giornata d’estate si trasformi nel rumore minaccioso di uno sciame in attacco. Con l’arrivo dell’estate, siamo meno protetti, indossiamo abiti leggeri e quindi siamo molto più vulnerabili agli attacchi di questi insetti.



