5 Giugno 2026 🌫 16°

Turbine di motori a Saxa Rubra: corse clandestine e controlli in via Carlo Emery

Segnalazioni da parte dei residenti descrivono raduni notturni di moto in via Carlo Emery, con evoluzioni e spinte al limite dei motori; il XV Municipio ha informato la polizia locale e avviato verifiche coordinate con le altre forze dell'ordine

Turbine di motori a Saxa Rubra: corse clandestine e controlli in via Carlo Emery

Una strada lunga, rettilinea e relativamente isolata è diventata recentemente il palcoscenico di raduni non autorizzati: motociclette che sfrecciano e piloti che mettono in scena evoluzioni sul manto stradale di via Carlo Emery, di fronte alla stazione di Saxa Rubra e agli studi della RAI. I cittadini della zona hanno documentato con video le soste e le aperture dei gas, creando un fermento che ha attirato l’attenzione delle autorità locali.

Di giorno la strada convoglia traffico locale che la usa come alternativa alla via Flaminia, ma di notte il paesaggio cambia: gruppi di ventenni assistono alle sfilate di moto mentre i centauri eseguono manovre spesso pericolose. La questione, nata come problema di rifiuti abbandonati, si è quindi evoluta in una nuova emergenza legata alle corse clandestine e agli assembramenti notturni.

Perché via Carlo Emery è diventata una pista informale

La conformazione della strada spiega in parte il fenomeno. Via Carlo Emery corre praticamente parallela alla linea Roma–Viterbo, offrendo lunghi tratti rettilinei senza semafori né interruzioni rilevanti: una soluzione ideale per chi cerca uno spazio dove spingere i motori senza ostacoli. Inoltre, la scarsità di abitazioni nella sua immediate vicinanze riduce il rischio percepito dagli organizzatori di essere subito notati.

Caratteristiche del luogo

Il tratto interessato è privo di molte barriere visive e, pur essendoci attività lavorative—come gli studi della RAI—non risultano allo stato esposto ufficiali dai dipendenti. I residenti, però, riferiscono che il rombo dei motori si sente a centinaia di metri, e che l’unico segno inequivocabile delle notti di raduni sono le tracce lasciate dagli pneumatici: veri e propri cerchi e segni sul manto che testimoniano sgommate e impennate.

Le segnalazioni e la reazione del Municipio

I filmati diffusi in rete e ripresi da agenzie hanno raggiunto anche il XV Municipio, dove il minisindaco ha deciso di portare la questione ai tavoli competenti. Pur in assenza di denunce formali, il presidente del Municipio ha segnalato l’accaduto alla polizia locale del VX Gruppo, ottenendo l’avvio di accertamenti sul posto disposti dalla comandante locale.

Attività di coordinamento

La strategia scelta non è quella di schierare pattuglie fisse, giudicate poco pratiche per un territorio vasto oltre 187 chilometri quadrati, ma di compiere monitoraggi a sorpresa in orari notturni. L’obiettivo è documentare l’attività, identificare i responsabili e raccogliere elementi utili per eventuali sanzioni. Anche i carabinieri della compagnia Trionfale e della stazione Tomba di Nerone stanno contribuendo ai controlli.

Impatto sociale e comportamenti notturni

I controlli sembrano avere già un effetto: nelle ultime notti via Emery è rimasta pressoché deserta, fatta eccezione per il passaggio dei lavoratori in turno negli studi della RAI. Un addetto, Alessandro, ha scritto sui social che le performance sono note e si concentrano alla fine dei turni: i centauri si ritirano al passaggio dei veicoli e poi riprendono le manovre, più volte nella stessa serata. Le testimonianze aiutano a ricostruire dinamiche e orari utili alle forze dell’ordine.

Il pubblico e la dinamica dei raduni

Secondo i residenti, il pubblico è in larghissima parte composto da giovani intorno ai vent’anni, attratti dallo spettacolo delle moto che accelerano al limite. Spesso questi appuntamenti si tengono nelle vicinanze di locali notturni e discoteche, dove i partecipanti si ritrovano prima di spostarsi sui rettilinei. Il rischio per la sicurezza stradale e per l’incolumità dei presenti è evidente: evoluzioni non autorizzate e corse al limite mettono in pericolo sia i piloti sia i curiosi.

Confronto con altre aree della città

Le corse o i raduni illegali non sono un fenomeno nuovo a Roma: in passato aree come il lungotevere Flaminio, via Cristoforo Colombo e le strade dell’EUR hanno visto analoghi raduni, spesso legati alla cultura del tuning e alle gare su strada. Interventi ripetuti e mirati delle forze dell’ordine hanno però contribuito a ridurre l’incidenza di questi appuntamenti in molte zone.

Un caso esemplare è stato quello della zona di Anagnina, storicamente punto di ritrovo per gli appassionati di modifiche alle vetture: con controlli ripetuti l’intensità degli incontri si è decisamente attenuata. Tuttavia, la mobilità notturna e la possibilità di raggiungere il Grande Raccordo Anulare restano fattori che facilitano la comparsa di vere e proprie gare clandestine su tratte autostradali.

Per ora la strategia è monitorare, documentare e approfondire: se i controlli continueranno regolari e coordinati, l’auspicio delle autorità e dei residenti è che via Carlo Emery torni a essere vissuta come strada di passaggio e non come pista improvvisata per spettacoli pericolosi.

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