In via Amelia Treves Segre a Tivoli, i residenti sono al limite della sopportazione. La strada, che un tempo era parte del Parco Menghi è diventata un vero e proprio cantiere permanente. Isidoro Capobianchi, uno dei residenti, ha deciso di alzare la voce e denunciare la situazione insostenibile.
Un muro pericolante e una recinzione metallica
Da qualche giorno, una nuova recinzione metallica è stata installata nello spiazzo antistante i civici 23 e 25. Ma questa è solo l’ultima di una lunga serie di soluzioni temporanee che non hanno mai risolto il problema principale: un muro pericolante che minaccia la sicurezza degli abitanti. Prima delle transenne mobili, poi quelle fisse, poi un cordone in cemento, e ora la recinzione. Il muro, però, è ancora lì, in attesa di un intervento definitivo.
Il problema sembra essere burocratico: la palla passa tra l’amministrazione comunale e il condominio sottostante, nessuno vuole prendersi la responsabilità dei lavori. Intanto, la strada è ridotta a un tratturo di montagna con buche e asperità che mettono a dura prova le auto e rendono pericoloso il transito per motociclisti e scooteristi.
L’assenza del servizio di raccolta rifiuti
Se le condizioni della strada non fossero già abbastanza problematiche, i residenti devono anche fare i conti con l’assenza del servizio di raccolta rifiuti. Per smaltire la spazzatura, sono costretti a scendere fino all’isola ecologica di via Antonio del Re o a risalire fino a via Dea Bona. Un percorso reso ancora più difficile dalle condizioni della strada, soprattutto con il caldo torrido dell’estate o il gelo dell’inverno.
La situazione è diventata insostenibile. I residenti chiedono un intervento risolutore che riasfalti la strada e metta fine a questa odissea burocratica. “Siamo esausti. Basta rattoppi. Vogliamo una strada degna”, afferma Isidoro Capobianchi, esprimendo il malcontento di tutta la comunità.
La strada che non finisce mai di essere riparata
Via Amelia Treves Segre è stata oggetto di continui lavori negli ultimi anni. Prima la rete idrica, poi la fibra ottica, e ora la recinzione. Ogni intervento sembra solo peggiorare la situazione, lasciando la strada in condizioni sempre peggiori. I residenti sperano che questa volta le autorità trovino una soluzione definitiva e mettano fine a questa tragedia urbana.



