Il terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016 ha lasciato un segno indelebile nella memoria di chi lo ha vissuto. Tra i primi a giungere sul posto, gli agenti del Distaccamento di Passo Corese hanno scritto una pagina di coraggio e dedizione che ancora oggi commuove.
Dieci anni dopo, il ricordo di quella notte è ancora vivo, soprattutto per chi ha vissuto in prima persona l’orrore e la disperazione di quelle ore. Il Distaccamento di Passo Corese situato lungo la via Salaria è stato il primo presidio di sicurezza stradale a rispondere all’appello di aiuto.
L’arrivo degli agenti di Passo Corese
Alle 04:20 della notte del 24 agosto 2016, quando ancora le informazioni ufficiali erano confuse, gli agenti del Distaccamento di Passo Corese, diretto dall’ispettore Claudio Gilardi sono stati allertati dalla Sala Operativa. La pattuglia, composta dagli Assistenti Capo Emanuele Ciacia e Giuseppe Liberati è partita immediatamente verso Amatrice.
Durante il tragitto, si sono uniti al gruppo il Comandante della Sezione di Rieti, Commissario Capo Luca IOBBI e l’Ispettore Capo Orietta ONORATI dell’U.O.D. di Amatrice. Quest’ultima era stata avvisata telefonicamente dal collega Domenico D’ANGELO residente ad Amatrice e in servizio presso il locale Distaccamento di Polizia Stradale.
La scena apocalittica
Arrivati sul posto, gli agenti si sono trovati di fronte a una scena apocalittica. Come racconta l’ispettore Piero Ciccaglioni referente di ASAPS, “il corso principale non esisteva più, coperto da una barriera insormontabile di macerie”. Senza pubblica illuminazione l’aria era carica di polvere e il silenzio era rotto solo da grida di aiuto.
“L’odore del gas che fuoriusciva dalle condotte con forti sibili e le sagome di persone disperate che si aggiravano tra i resti delle abitazioni” sono immagini che rimangono impresse nella memoria di chi ha vissuto quei momenti. Gli agenti hanno iniziato a scavare a mani nude, tirando fuori dalle macerie feriti e morti.
L’intervento coordinato
Verso le 05:00 anche il personale della Sezione di Rieti ancorché in ferie o a riposo, è rientrato in servizio per portare aiuto. Con loro, pattuglie della Sezione di Roma e della Squadra Volanti della Questura di Rieti per un totale di 13 equipaggi.
L’ispettore Ciccaglioni ha voluto ricordare anche i colleghi del Distaccamento di Amatrice dimoranti nei comuni limitrofi devastati anch’essi dal terremoto, come Norcia e Arquata del Tronto. Questi agenti, di propria iniziativa, hanno raggiunto il Distaccamento per prelevare alcuni veicoli di servizio e prodigarsi nei primi soccorsi.
“Quando sono giunto sul posto, sono rimasto molto colpito dalle uniformi di specialità dei miei colleghi; completamente imbiancate dalla polvere dei calcinacci, con gli stivali coperti di fango e i volti stanchi di chi lotta contro l’ineluttabilità di una tragica pagina della nostra storia” ha raccontato l’ispettore Ciccaglioni.
Questa immagine, ha aggiunto, “rimarrà per sempre indelebile nella mia memoria. Non potrà svanire, mai!”.



