Il 22 settembre 2026, alle ore 10:00, i rappresentanti di Cobas Lavoro Privato – Settore Taxi, TaxItalia, il Comitato Tassisti di Base Campania e Confintesa Taxi hanno organizzato un sit-in davanti alla sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze in via XX Settembre 97, a Roma. L’iniziativa nasce dall’impennata dei prezzi di diesel e benzina, che ha spinto le spese operative dei taxi a crescere di circa 50 % negli ultimi mesi, nonostante la recente riduzione delle accise.
Le richieste concrete dei tassisti
Durante l’assemblea sono state presentate tre proposte mirate a contenere l’onere del carburante sul servizio taxi. La prima prevede l’instaurazione di una “Carta carburante taxi nazionale” legata alla licenza, alla targa e al veicolo, per ridurre o annullare le componenti fiscali (IVA e accise) sul carburante. La seconda proposta invoca una revisione e un incremento del credito d’imposta destinato al trasporto pubblico non di linea, adeguandolo al peso reale del carburante nella gestione quotidiana dei taxi. Infine, i sindacati chiedono il accesso ai depositi ATAC e Cotral per effettuare il rifornimento a prezzo di costo, mantenendo la regolarità amministrativa e di sicurezza.
Motivazioni alla base della Carta carburante
Il documento firmato dai quattro enti sottolinea che i tassisti non possono trasferire l’aumento del prezzo del carburante sui clienti, poiché le tariffe sono fissate da autorità di regolazione. Per questo motivo, una riduzione fiscale diretta sul carburante rappresenterebbe l’unico intervento strutturale in grado di salvaguardare la sostenibilità del modello di business.
Il contesto più ampio del trasporto non di linea
Parallelamente, le associazioni di settore come Confartigianato Trasporto Persone, Confcooperative, CNA-FITA e Legacoop hanno evidenziato che anche NCC, operatori di natanti e altre forme di trasporto passeggeri subiscono lo stesso peso degli cari carburanti. Queste categorie denunciano l’impossibilità di adeguare i corrispettivi a causa di contratti fissi e regolamentazioni stringenti, chiedendo al Governo interventi di pari livello a quelli già previsti per il trasporto pubblico tradizionale.
Le misure governative in discussione
Il Governo sta valutando una proroga del taglio delle accise sul diesel, attualmente ridotte di 17 centesimi, e sta studiando uno sconto sul bollo auto riservato a professionisti e partite IVA che utilizzano veicoli per lavoro. Sebbene tali iniziative possano alleggerire il carico per alcuni operatori, i tassisti sottolineano che le loro proposte vanno oltre uno sconto temporaneo, puntando a benefici permanenti e specifici per il servizio taxi.
Il sit-in a Roma rappresenta il punto di partenza di una campagna più ampia di pressione su istituzioni e Parlamento. I sindacati hanno invitato le autorità a valutare con urgenza le tre proposte presentate, affermando che “non chiediamo carburante gratuito, ma interventi strutturali che riconoscano la specificità del servizio taxi”. La speranza è che, entro la fine di ottobre, la legge di bilancio includa misure concrete per mitigare l’effetto dei cari carburanti sul settore del trasporto pubblico non di linea.



