Il quartiere Prati, zona elegante di Roma, è stato scosso lo scorso lunedì da un episodio che ha rapidamente assunto le sembianze di un caso di cronaca nera. Una donna, la scrittrice e giornalista Cristina Stillitano è stata colpita a braccio da un proiettile di metallo mentre percorreva via della Giuliana. L’incidente ha provocato il ricovero della vittima presso l’ospedale CTO della Garbatella, dove continua a ricevere cure per le lesioni riportate.
Il presunto cecchino di via della Giuliana
Le indagini hanno subito puntato i riflettori su un individuo che viveva proprio di fronte al punto in cui è avvenuto lo sparo. Si tratta di Edoardo Crescimanno cinquantenne disoccupato, identificato grazie ai registri delle armerie locali. All’inizio di settembre aveva acquistato una carabina ad aria compressa arma leggera ma capace di lanciare proiettili di metallo a velocità considerevole. Il 14 settembre, mattina di un tranquillo pomeriggio, il cecchino avrebbe sparato dal suo balcone, colpendo la scrittrice e, secondo le testimonianze, una seconda donna che passava nello stesso tratto di via.
Dichiarazioni del sospetto e motivazione dell’accaduto
Accompagnato dal suo legale, l’avvocato Giampaolo Balzarelli Edoardo si è costituito presso la compagnia Carabinieri San Pietro il 16 settembre. Durante l’interrogatorio con la procura, ha ammesso di aver sparato più volte, precisando che lo ha fatto «per gioco» e che non aveva l’intenzione di ferire nessuno. Nel suo stesso racconto ha dichiarato: «Ho comprato la carabina e ho sparato almeno dieci volte, non solo a donne, ma anche a passanti. Mi sono fermato quando ho ferito quella donna, ho capito di aver sbagliato e, per un attimo, sono andato ad aiutarla, poi sono ripartito». Le parole del sospetto hanno confermato la paura iniziale del quartiere, ma hanno anche fornito un elemento cruciale per le indagini: la consapevolezza della dinamica.
Le indagini tecniche dei Carabinieri
Fin dalle prime ore successive all’attacco, i Carabinieri hanno attivato una rete investigativa capillare e scientifica. Grazie al reparto Investigazioni Scientifiche (RIS), sono stati effettuati rilievi tridimensionali (3D) del luogo, permettendo di ricostruire con precisione la traiettoria del proiettile. Nella zona sono stati ritrovati diversi piombini, elementi che hanno facilitato il confronto tra il proiettile estratto dalla vittima e quello sparato dalla carabina sequestrata nella abitazione dell’indagato. Parallelamente, è stata effettuata una verifica puntuale delle vendite di armi alle armerie del raggio, che ha confermato l’acquisto dell’arma a inizio settembre da parte di un residente di via della Giuliana.
Procedimenti giudiziari e conseguenze
Dopo la costituzione, Edoardo è stato denunciato a piede libero per lesioni. La cauzione non è stata richiesta, ma il sospetto dovrà presentarsi regolarmente alle autorità per le successive fasi del procedimento. L’arma è stata sequestrata e dovrà essere sottoposta a perizie per stabilire l’effettiva corrispondenza con i proiettili ritrovati. Nel frattempo, la Procura sta valutando se estendere le indagini ad altri eventuali episodi di spari non denunciati nella zona, dato che si ipotizza una possibile recidiva.
Reazioni della comunità e misure di sicurezza
Il territorio di Prati ha vissuto un periodo di forte allarme sociale. I residenti hanno manifestato richieste di maggiore presenza di forze dell’ordine e di installazione di telecamere di videosorveglianza lungo via della Giuliana. Il comando dei Carabinieri ha risposto con un incremento della pattuglia a piedi e con il mantenimento di una presenza costante, al fine di rassicurare la popolazione e dissuadere eventuali comportamenti similari. Alcuni abitanti hanno anche organizzato incontri di quartiere per condividere informazioni e sostenere le vittime.
Prospettive future per la vittima
La scrittrice Cristina Stillitano rimane ricoverata, ma le sue condizioni sono stabili. Il personale medico ha confermato che le lesioni non sono risultato di un colpo da arma da fuoco tradizionale, ma di un proiettile di metallo a bassa potenza, coerente con la tipologia di arma ad aria compressa utilizzata dall’accusato. La vittima ha espresso il desiderio di vedere piena luce sul caso, affinché la giustizia faccia il suo corso e venga finalmente ristabilita la tranquillità nel suo quartiere.



