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Sciopero dei lavoratori forensi: le ragioni della protesta e il silenzio del ministero

I lavoratori forensi impiegati nel servizio di documentazione degli atti processuali del ministero della Giustizia scenderanno in sciopero per due giorni. Scopri le motivazioni della protesta e il clima di incertezza che li circonda.

Sciopero dei lavoratori forensi: le ragioni della protesta e il silenzio del ministero

I fonici, trascrittori e stenotipisti forensi impiegati nell’appalto del ministero della Giustizia per il servizio di documentazione degli atti processuali hanno deciso di incrociare le braccia per due giorni, mercoledì 24 e giovedì 25 giugno. Questa mobilitazione segue un’altra protesta nazionale tenutasi il 29 maggio, e le organizzazioni sindacali Filcams CgilFisascat Cisl e Uiltrasporti chiedono un confronto urgente con il ministero.

La situazione è critica: i sindacati denunciano un clima di incertezza e mancanza di interesse per le condizioni di lavoro di circa 1.500 lavoratori. Nonostante la grande adesione alla protesta di fine giugno, il ministero ha continuato a evitare il confronto con le organizzazioni sindacali, lasciando i lavoratori in una situazione di precarietà.

Le richieste dei sindacati

Le tre sigle sindacali hanno espresso forte preoccupazione per la situazione attuale e per le prospettive future dell’appalto. In particolare, chiedono garanzie sui livelli occupazionali e salariali e il superamento delle condizioni di precarietà che caratterizzano il servizio. “Non c’è alcun interesse per le condizioni di lavoro e lo stato di incertezza in cui operano 1.500 lavoratori impiegati nel loro appalto”, hanno dichiarato i sindacati.

La protesta è motivata anche dal silenzio prolungato del ministero della Giustizia, che il 13 maggio ha scelto di non partecipare a un incontro con i sindacati presso il ministero del Lavoro. “Una posizione grave e inaccettabile, confermata dal perdurante silenzio del dicastero, che ignora le condizioni e il clima di incertezza in cui operano i 1.500 lavoratori”, hanno affermato le organizzazioni sindacali.

Il contesto della protesta

La situazione di incertezza in cui operano i lavoratori forensi è aggravata dalla mancanza di dialogo con il ministero della Giustizia. Nonostante la normativa vigente attribuisca precise responsabilità alle stazioni appaltanti, il dicastero ha continuato a sottrarsi al confronto, lasciando i lavoratori in una condizione di precarietà.

I fonici, trascrittori e stenotipisti forensi svolgono un ruolo cruciale nella documentazione degli atti processuali, e la loro protesta mette in luce le difficoltà che affrontano quotidianamente. La speranza è che questa mobilitazione possa finalmente portare a un confronto costruttivo con il ministero, per garantire condizioni di lavoro dignitose e stabili per tutti i lavoratori coinvolti.

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