20 Settembre 2026 ☀ 26°

Scarsa prova di spinta: nuance sulla morte di Dafne Rebaudo

Il Tribunale del Riesame ha rimosso la misura cautelare su Mohamed Trabelsi, riaprendo il caso della misteriosa caduta di Dafne Rebaudo a Tor Bella Monaca.

Scarsa prova di spinta: nuance sulla morte di Dafne Rebaudo

Il 13 luglio la città di Roma è rimasta sconvolta dal tragico episodio verificatosi a Tor Bella Monaca, dove la trentenne Dafne Rebaudo è caduta dalla terrazza di un palazzo del quartiere. Accusato dell’omicidio, il cittadino tunisino Mohamed Trabelsi allora 41 anni, era stato posto in misura cautelare di carcere. Dopo pochi giorni di detenzione, però, il Tribunale del Riesame di Roma ha deciso di revocare tale provvedimento, lasciando l’uomo di nuovo in libertà. La motivazione della decisione, ancora in attesa di pubblicazione, sarebbe legata a una perizia tecnico-scientifica che ha modificato la ricostruzione della caduta.

Il caso, fin dalla sua apertura, ha suscitato grande interesse mediatico e civile. I residenti del condominio, situato in via dell’Archeologia, hanno riferito di aver udito una acuta discussione tra i due in quella notte, suggerendo la possibilità di una colluttazione. Allo stesso tempo, le indagini della procura di Roma e del Distretto Casilino hanno scoperto che l’appartamento al quinto piano, condiviso da Trabelsi e Rebaudo, era da tempo trasformato in un punto di spaccio per tossicodipendenti, elemento che ha complicato la ricostruzione della scena.

Decisione del Tribunale del Riesame e revoca della misura cautelare

Il giudice ha ritenuto non necessario mantenere la detenzione del sospetto, affidandosi a una consulenza peritale che ha evidenziato una caduta a tre metri dalla verticale del palazzo contrariamente alla prima ipotesi di sei metri. Questa riduzione della distanza, secondo gli esperti, rende improbabile una spinta violenta da parte dell’uomo, ma non esclude del tutto una caduta accidentale durante una lite. L’avvocato difensore, Camila Belen Pennacchi ha dichiarato: «Confidiamo nelle indagini nell’accertare la totale estraneità del mio assistito» sottolineando la fiducia nella revisione delle prove.

Le indagini: prove video, ricostruzione della dinamica e nuova perizia

Le immagini di videosorveglianza

Le telecamere installate nell’edificio hanno fornito il cuore probatorio della vicenda. I filmati mostrano Dafne Rebaudo che sale sul terrazzo con una borsa e il cane al guinzaglio, mentre Mohamed Trabelsi si muove ripetutamente tra l’appartamento e la copertura. Al momento della caduta, tra le 4.45 e le 4.48, le riprese raffigurano Trabelsi che scende le scale portando la borsa della compagna e il cane, che oppone resistenza, ma non procede a verificare la scena in strada. Tale comportamento, contrapposto alla testimonianza iniziale dell’uomo secondo cui sarebbe tornato a casa solo alle 5, ha alimentato il sospetto di responsabilità.

Il ruolo della consulenza tecnico-scientifica

Il medico legale aveva dapprima ipotizzato una caduta a sei metri dalla verticale, deducendo una spinta violenta da parte di Trabelsi. Tuttavia, una seconda perizia, richiesta dalla procura, ha rivalutato il punto d’impatto suggerendo che la vittima abbia colpito il suolo a soli tre metri di distanza, cadendo di schiena. Questo dato, insieme al fatto che la caduta è avvenuta con la schiena in avanti, rende più credibile la teoria di una caduta accidentale, piuttosto che di un gesto premeditato. La discrepanza tra le due misurazioni è tuttora al centro delle discussioni giudiziarie.

Testimonianze e elementi emersi sul luogo

Durante le prime fasi dell’inchiesta, gli investigatori hanno individuato nella casa dei due una serie di oggetti che hanno contribuito a ricostruire la serata. Un cellulare Motorola viola, ritrovato nell’appartamento, e una ricevuta di una corsa taxi pagata con la carta di credito di Rebaudo hanno confermato l’identità della vittima. I vicini, che hanno sentito la discussione, hanno riferito di rumori di porte che sbattevano e di voci alte, ma non hanno potuto capire il contenuto esatto dello scambio. Il medico legale ha notato inoltre che la caduta non sembrava coerente con un suicidio, poiché la giovane era caduta di spalle, un’osservazione sostenuta dalla perizia più recente.

Attualmente, la procura di Roma sta esaminando il telefono cellulare della defunta alla ricerca di eventuali messaggi o chiamate che possano spiegare l’evento. Nel frattempo, Trabelsi, già soggetto a un provvedimento di espulsione sospeso a causa di precedenti per reati legati alla droga, ha sempre mantenuto la propria innocenza, dichiarandosi non presente nel palazzo

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Roma adesso

ACCADUTO OGGI
1799
Le truppe francesi abbandonano Roma, occupata il 10 febbraio 1798: cade la Repubblica Romana;