Il 13 ottobre il papa leone XIV è stato sottoposto a un intervento di chirurgia toracica presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Dopo l’annuncio durante l’Angelus, la notizia ha suscitato l’interesse di tutta la comunità internazionale, ma anche di una città più piccola: Velletri, dove la chirurga protagonista del caso ha le sue radici.
La procedura, programmata con attenzione, ha previsto la rimozione del lobo inferiore del polmone destro mediante videotoracoscopia. Il adenocarcinoma polmonare sospettato dagli esami preoperatori è stato confermato dall’esame istologico estemporaneo. L’intervento è durato circa novanta minuti, mentre il tempo complessivo in sala è stato di tre ore, conclusosi senza complicanze. Il pontefice si è risvegliato regolarmente e, dopo una breve permanenza in osservazione, è tornato nella sua stanza al decimo piano del Gemelli.
L’intervento al Policlinico Gemelli: dati e sviluppo
Il Policlinico Gemelli è uno dei centri di riferimento per la chirurgia toracica mini-invasiva in Italia. La scelta della tecnica videoassistita ha permesso di limitare l’invasività, riducendo il trauma chirurgico e accelerando la ripresa postoperatoria. La procedura ha previsto una piccola incisione, attraverso la quale è stata inserita una telecamera ad alta definizione e strumenti endoscopici specializzati.
Il lobo inferiore del polmone destro è stato asportato in modo radicale, garantendo margini oncologici adeguati. L’esame istologico ha confermato la diagnosi di adenocarcinoma con caratteristiche che hanno confermato la necessità dell’intervento già indicato nei controlli precedenti. Dopo l’operazione, il Papa ha ricevuto i consueti controlli di routine e non sono state segnalate complicazioni immediate.
Il team chirurgico: il ruolo di Elisa Meacci
Alla guida dell’intervento c’è stato il professor Stefano Margaritora direttore dell’Unità Operativa Complessa di chirurgia toracica del Gemelli e figura di spicco a livello nazionale con più di 400 pubblicazioni scientifiche. Accanto a lui ha operato una squadra di sette medici, tra cui due donne: la prof.ssa Elisa Meacci la dottoressa Maria Teresa Congedo e il dottor Leonardo Petracca Caravella. L’anestesista responsabile è stato il professor Massimo Antonelli affiancato da Giovanni Punzo e Giuseppe Bello.
L’intervento ha rappresentato un traguardo importante per la prof.ssa Meacci, prof.ssa associata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e responsabile della chirurgia toracica nella Fondazione Policlinico Gemelli. Nata a Roma ma cresciuta a Velletri, dove ha frequentato il Liceo Classico Mancinelli, ha costruito la sua carriera su una solida formazione accademica e clinica, specializzandosi nella chirurgia delle patologie neoplastiche del polmone e del mediastino, con particolare attenzione alle tecniche minimally invasive e robotiche.
Formazione e carriera della prof.ssa Elisa Meacci
Dopo il diploma nel 1994, Elisa Meacci ha proseguito gli studi medici all’Università Cattolica, completando la specializzazione in chirurgia toracica. La sua ricerca si è concentrata su approcci come la Uniportal VATS e la chirurgia robotica, contribuendo a posizionare il Gemelli tra i centri pionieri in Italia per queste metodologie. Oggi coordina un team multidisciplinare e partecipa a numerosi congressi internazionali, portando il nome della sua città natale sul palcoscenico mondiale.
Prospettive postoperatorie e reazioni istituzionali
Nei giorni successivi all’intervento, il Papa ha ricevuto le visite dei suoi segretari, delle suore che lo assistono e del medico curante Luigi Carbone. È stato detto che il pontefice ha chiesto anche una cena, segnale della sua rapida ripresa. Gli esami postoperatori, incluso l’esame istologico definitivo, sono in corso; al momento non sono stati annunciati trattamenti aggiuntivi come la chemioterapia.
La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso un comunicato dettagliato, confermando la buona riuscita dell’intervento e la assenza di complicanze. L’evento ha messo in luce la capacità del sistema sanitario italiano di gestire con competenza casi di alta rilevanza internazionale, e ha regalato a Velletri un motivo di orgoglio collettivo, dimostrando come una giovane professionista locale possa contribuire a una delle operazioni più osservate al mondo.



