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Olivia Spagnoli, 83 anni, muore dopo una lite familiare a Vigne Nuove

Una lite familiare per soldi è finita in tragedia a Roma. Olivia Spagnoli, 83 anni, è morta dopo una caduta causata da una spinta della nuora.

Olivia Spagnoli, 83 anni, muore dopo una lite familiare a Vigne Nuove

Una banale discussione per soldi è sfociata in una tragedia nel quartiere Fidene di Roma. Olivia Spagnoli, 83 anni, è deceduta dopo una caduta causata da una spinta della nuora. La vicenda, avvenuta in un condominio degli anni Ottanta in Via Giovanni Pastroneha scosso profondamente il quartiere.

La dinamica dell’accaduto

Secondo le prime ricostruzioni, il 10 giugno la polizia era già intervenuta per una lite familiare nell’appartamento al secondo piano del condominio. Nonostante l’intervento delle autorità, la situazione è degenerata nuovamente il 12 giugno. La nuora, una donna di 56 anni, avrebbe aggredito l’anziana dopo una richiesta di denaro.

La vittima, spaventata, avrebbe cercato di allontanarsi, ma la nuora le avrebbe assestato una spinta, facendola cadere e battere la testa. Nonostante le ferite, Olivia avrebbe minimizzato la situazione, chiedendo ai vicini di non chiamare i soccorsi. Trasportata in Ospedale Sant’Andreaè deceduta dopo un giorno di ricovero.

Le indagini in corso

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio preterintenzionale. Il sostituto procuratore Mario Dovinola ha delegato una serie di accertamenti agli investigatori della squadra giudiziaria del distretto Fidene Serpentara. Secondo la tesi investigativa, la nuora non avrebbe avuto l’intenzione di uccidere, ma il suo comportamento ha comunque provocato la morte dell’anziana.

Il figlio di Olivia, presente durante l’aggressione, ha riferito che la nuora «voleva i soldi della pensione». Diversi testimoni, tra cui i vicini del palazzo di otto piani costruito dal Comune di Roma nel 1985, hanno confermato la dinamica dei fatti.

La vita di Olivia Spagnoli

Olivia Spagnoli era originaria di Cinecittà e si era trasferita a Vigne Nuove nella seconda metà degli anni ’80 insieme al marito, che lavorava nel cinema. Nel palazzo dalle pareti color salmone, ha cresciuto i figli e fino a pochi giorni fa continuava a cucinare per i nipoti.

«Quando aveva bisogno andavo a farle le iniezioni», racconta Maria Esposito64 anni. «Olivia era simpatica, socievole, parlava con tutti». Ancora autonoma, si svegliava presto al mattino. «Alle otto era già a fare la spesa», insiste Esposito. «Usciva di casa sempre curata, in ordine. Era una forza, fino a un anno fa guidava ancora la macchina».

La tragedia ha colpito profondamente il quartiere, dove Olivia era conosciuta come «la memoria storica del nostro quartiere». Mentre si attende l’autopsia, i residenti si preparano a dare l’ultimo saluto a una donna amata da tutti.

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