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Monte Compatri: polemiche per i ritardi nella realizzazione del Polo dell’infanzia

L'amministrazione di Monte Compatri è sotto attacco per i ritardi nella realizzazione del Polo dell'infanzia di Laghetto, con costi esplosi e problemi di viabilità che preoccupano le famiglie.

Monte Compatri: polemiche per i ritardi nella realizzazione del Polo dell’infanzia

Mentre l’inizio del nuovo anno scolastico si avvicina, a Monte Compatri si accendono le polemiche per la realizzazione del Polo dell’infanzia di Laghetto. L’opera, che avrebbe dovuto essere completata da tempo, non è ancora pronta, e l’opposizione comunale non risparmia critiche all’amministrazione.

I consiglieri comunali di opposizione Adriano Di FrancoMarco De CarolisIrene MoriconiFabio D’Acuti e Agnese Mastrofrancesco hanno sollevato diverse questioni riguardanti i ritardi le varianti e i costi aggiuntivi dell’intervento. Secondo i consiglieri, l’opera è partita con tempi ben definiti, ma ha accumulato proroghe, modifiche progettuali e ulteriori stanziamenti.

Ritardi e proroghe: un’opera che non finisce mai

Il consigliere Fabio D’Acuti ha ricostruito nel dettaglio l’iter dell’opera, sottolineando come i lavori fossero stati appaltati il 12 agosto 2023 e avviati nel luglio 2024. Tuttavia, una serie di sospensioni e proroghe hanno progressivamente spostato in avanti la conclusione dei lavori. Inizialmente, il termine dei lavori era stato fissato al 31 dicembre 2025 ma successivamente è stata concessa una proroga formale fino al 30 giugno 2026 seguita da un’ulteriore proroga al 31 agosto 2026.

D’Acuti ha evidenziato che, nonostante il termine ufficiale dei lavori fosse stato fissato al 31 agosto 2026 è stato concesso un ulteriore termine di 60 giorni per il completamento delle opere esterne, tra cui contro-muro, modifiche interne e pertinenze esterne. Questo significa che l’anno scolastico inizierà con opere ancora da completare, creando non pochi problemi per le famiglie e la viabilità.

Costi esplosi e spese aggiuntive: un bilancio che pesa sul comune

Le critiche dell’opposizione non si limitano ai ritardi, ma riguardano anche i costi dell’opera. Secondo i consiglieri, l’importo iniziale dell’intervento è stato progressivamente incrementato attraverso varianti e ulteriori spese. In particolare, è stata approvata un’ulteriore spesa di 11.232,80 euro per interventi relativi all’impianto elettrico e allo spostamento del punto delle utenze.

D’Acuti ha sostenuto che il costo totale dell’opera è lievitato a causa di una serie di varianti e spese aggiuntive, arrivando a 70.540,33 euro imputati al capitolo 2867 del bilancio comunale. Secondo il consigliere, i ribassi dell’appalto, pari a circa 420 mila euro sono stati utilizzati per la realizzazione del muro, mentre ulteriori 210 mila euro sono stati spesi per gli arredi scolastici. Inoltre, una variante di circa 200 mila euro è stata destinata al contro-muro e alle sistemazioni esterne.

In totale, secondo D’Acuti, sono stati spesi quasi 5 milioni di euro per la realizzazione della scuola, una cifra che ha suscitato non poche perplessità tra i consiglieri di opposizione.

Problemi di viabilità e arredi scolastici: le criticità emergenti

Oltre ai ritardi e ai costi, D’Acuti ha sollevato interrogativi sulle conseguenze che il cantiere ancora aperto potrebbe avere sulla viabilità con la ripresa delle attività scolastiche. Il consigliere ha chiesto se sia stato valutato l’impatto di un cantiere ancora aperto sulla circolazione e, soprattutto, quale sarà la situazione quando il Polo dell’infanzia entrerà a pieno regime.

Tra gli interrogativi posti da D’Acuti c’è anche quello relativo ai parcheggi a servizio della struttura: quali e quanti posti auto a disposizione per l’edificio? Secondo il consigliere, la risposta è zero un problema che potrebbe creare non pochi disagi alle famiglie.

Un altro punto critico riguarda gli arredi scolastici. Secondo D’Acuti, alla data del 3 settembre 2026 era ancora in corso la gara per l’affidamento della fornitura degli arredi scolastici, compresi quelli destinati alla scuola dell’infanzia di Laghetto. Per l’opposizione, si tratta di un ulteriore segnale di ritardo, soprattutto considerando che la progettazione e l’esecuzione degli interventi sui plessi scolastici avrebbero dovuto procedere in maniera coordinata con le successive forniture.

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