Dal 18 al 20 settembre la città di Latina partecipa attivamente alla XIX Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) con una iniziativa simbolica: la Torre Civica sarà avvolta da una luce verde. L’intervento vuole dare visibilità a una malattia che colpisce circa 6.800 persone in Italia, con un’incidenza di tre nuovi casi ogni 100 mila abitanti all’anno. L’evento si inserisce in un più ampio programma nazionale volto a sensibilizzare la popolazione e a mettere in luce le esigenze delle famiglie dei pazienti.
Il gesto di illuminare un edificio pubblico è supportato da AISLA APS e dall’ANCI che hanno coordinato la campagna di comunicazione e coinvolto le istituzioni locali. Oltre alla Torre, altri simboli pubblici in tutta Italia sono stati anch’essi illuminati di verde, creando un collegamento visivo tra le diverse realtà territoriali e il percorso di ricerca condiviso.
Latina illumina la Torre Civica di verde per la Giornata Nazionale SLA
La decisione di utilizzare la luce verde nasce dal desiderio di trasformare un punto di riferimento cittadino in un segnale di speranza e consapevolezza. Il colore, associato alla salute e alla rinascita, invita i passanti a riflettere sulle difficoltà quotidiane dei pazienti affetti da SLA. Durante le tre serate, la torre sarà accesa da circa le 19:00 fino a notte fonda, offrendo uno spettacolo visivo che attira l’attenzione dei cittadini e dei turisti. L’evento è promosso attraverso canali istituzionali e social, con l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca e di favorire il dialogo tra le associazioni di pazienti e le autorità sanitarie.
Coinvolgimento di AISLA APS e sostegno dell’ANCI
AISLA APS ha organizzato la manifestazione in collaborazione con l’ANCI coinvolgendo anche il Comune di Latina e le amministrazioni comunali vicine. Le autorità locali hanno espresso il loro appoggio pubblico, sottolineando l’importanza di una maggiore visibilità per le malattie neurodegenerative. Il sindaco di Latina ha partecipato alla cerimonia di apertura, ribadendo l’impegno della città a sostenere la ricerca e a promuovere iniziative di sensibilizzazione che possano migliorare la qualità della vita dei malati.
Medicina di precisione: come la ricerca sta trasformando la SLA
Parallelamente alle iniziative di sensibilizzazione, la medicina di precisione sta rivoluzionando il modo di diagnosticare e trattare la SLA. Gli studi condotti dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) evidenziano che la malattia non è più considerata un’entità uniforme, ma un insieme di sottotipi con differenze genetiche, bio-marcatore e cliniche. Integrando dati genetici, biomarcatori, tecniche di neuro-imaging avanzato e valutazioni neuropsicologiche i ricercatori sono ora in grado di delineare profili più accurati per ciascun paziente, aprendo la strada a terapie più mirate.
Tofersen, il primo farmaco approvato per mutazioni SOD1
Un risultato concreto di questo approccio è l’approvazione, nel luglio 2026 da parte dell’AIFA del tofersen per adulti affetti da SLA con mutazioni del gene SOD1. La decisione rappresenta il primo esempio di applicazione della medicina di precisione nella SLA dimostrando che la conoscenza dei meccanismi genetici può tradursi in un’opzione terapeutica specifica per un sottogruppo di pazienti. La dottoressa Cristina Moglia coordinatrice del Gruppo di Studio sulle malattie del motoneurone della SIN, ha sottolineato come questo traguardo possa aprire la strada a ulteriori sviluppi per altre mutazioni e a nuove strategie di trattamento.
Verso percorsi di cura personalizzati
Le prospettive future puntano a integrare innovazione terapeutica, ricerca biologica, neuroriabilitazione e tecnologie assistive in percorsi di cura personalizzati. Gli esperti della SIN affermano che la sfida sarà garantire un flusso continuo di dati clinici e biologici, affinché le decisioni terapeutiche possano essere adattate in tempo reale alle esigenze di ciascun paziente. L’obiettivo finale è migliorare non solo la sopravvivenza, ma anche l’autonomia e la qualità della vita di chi convive quotidianamente con la SLA.



