Nel 2014 il Consiglio comunale di Guidonia Montecelio ha votato all’unanimità una modifica al piano urbanistico dell’area denominata Villanova. L’intervento, gestito dal Dirigente del Settore Urbanistica Paolo Caracciolo, ha cambiato la destinazione d’uso dei terreni da “servizi” a “residenziale” senza aumentare la cubatura complessiva. L’obiettivo dichiarato era la realizzazione di abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), destinate a cittadini con canoni calmierati.
Le condizioni della variante: cessione del 60% del territorio
La variante approvata ha inserito un obbligo per il privato proprietario del terreno: cedere gratuitamente al Comune il 60% delle aree e della volumetria concessa, mantenendo la proprietà privata solo sul 40% restante. Questa disposizione era finalizzata a garantire una massa fondiaria sufficiente per la costruzione delle case popolari, mantenendo al contempo una quota per sviluppo privato.
Conferma della Corte dei Conti
Nel 2017, a seguito della dichiarazione di predissesto finanziario da parte del commissario prefettizio, l’amministrazione 5 stelle-PD è intervenuta per attuare il piano di riequilibrio. La Corte dei Conti ha successivamente validato l’obbligo di vendita delle aree pubbliche, inserendolo nelle misure di risanamento dei conti del Comune.
Il percorso amministrativo dal 2017 al 2023
Dopo il 2017, ogni anno il Piano delle alienazioni dell’Amministrazione 5 stelle-PD ha incluso l’area oggetto della variante, confermando la volontà di disporre del terreno per la costruzione di ERP. Nel 2023 la Giunta comunale, con la partecipazione dell’Assessore del PD, ha deliberato il riconoscimento dell’interesse pubblico permanente dell’intervento, rendendo operativa la vendita prevista e assicurando le risorse necessarie al riequilibrio finanziario.
Impatto sul territorio e sulle famiglie
L’insieme di queste decisioni consente di coniugare la rigenerazione dei conti comunali con la disponibilità di alloggi a prezzi più accessibili per le famiglie di Guidonia. Nessuna delle forze politiche presenti in Consiglio comunale nei dodici anni dal 2014 ha espresso contrarietà a questo progetto, dimostrando un consenso trasversale sulle finalità di housing sociale.
Definire il progetto “Villanova 2” una mera speculazione edilizia sarebbe una semplificazione errata. Si tratta di un iter amministrativo complesso, coinvolgente norme urbanistiche, vincoli finanziari e decisioni giudiziarie, il cui scopo primario è offrire abitazioni a condizioni più sostenibili per la popolazione locale.



