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Genova, Festival della Scienza 2026: robotica marina, intelligenza artificiale e innovazione verde

Il Festival della Scienza di Genova si chiude con robot subacquei, discussioni su intelligenza artificiale e una lezione sulla bio‑robotica che guarda alla natura per creare macchine sostenibili.

Genova, Festival della Scienza 2026: robotica marina, intelligenza artificiale e innovazione verde

Dal 25 ottobre al 1 novembre la città di Genova ospita la ventiquattresima edizione del Festival della Scienza, un appuntamento che si svolge in undici sedi, dal Galata Museo del Mare al Palazzo Ducale. La manifestazione, dal tema “Prospettive”, prevede più di 250 eventi, 300 ospiti e la partecipazione di 800 giovani tra animatori, studenti e volontari.

Robotica marina e mostre al Galata Museo del Mare

Al Galata Museo del Mare è in mostra il robot SWAMP, capace di muoversi sul fondo marino grazie a una struttura flessibile e a sensori ambientali. Accanto, i visitatori possono assistere a un documentario che racconta la storia della subacquea in Liguria e a una esposizione fotografica sul clima, che utilizza immagini d’archivio per mostrare l’evoluzione dei fenomeni atmosferici nella zona portuale.

Domenica 25 ottobre: intelligenza artificiale, robot umanoidi e il futuro della Luna

La giornata più ricca di appuntamenti inizia alle 10.30 con “Una passeggiata di salute”, un incontro dedicato al diritto al movimento e all’accessibilità. Alle 11.00, presso la Biblioteca Universitaria, Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, offre la lectio magistralis “Inventare il futuro – Come vivremo nel 2100”. Nella stessa ora, Laura Spinney esplora l’evoluzione delle lingue indoeuropee con il talk “La madre delle lingue”.

Il punto focale della serata è l’incontro «Essere umani nel 2050 – Fra Luna, IA e robot», tenuto alle 18.30 nella Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale da Jakidale, content creator e divulgatore tecnologico, e da Emilio Cozzi, giornalista e autore. I due guidano il pubblico in una riflessione sulle trasformazioni tecnologiche dei prossimi decenni, sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella colonizzazione lunare e sull’integrazione dei robot nella vita quotidiana.

La bio-robotica di Barbara Mazzolai: dal concetto alla pratica

Tra i talk più attesi, la lectio magistralis di Barbara Mazzolai, direttrice del laboratorio Bioinspired Soft Robotics all’IIT, apre la serata con “Robotica bioispirata: dalla natura alla sostenibilità”. La ricercatrice spiega come le piante, privi di muscoli e cervello, muovano i loro tessuti attraverso forme e strutture flessibili, fornendo un modello per macchine biodegradabili che non lasciano rifiuti.

Gli esempi presentati includono robot a forma di frutto dotati di sensori biodegradabili per monitorare l’ambiente e, in alcuni casi, per rilasciare semi utili alla riforestazione. Mazzolai sottolinea l’importanza di progettare dispositivi con un “ciclo di vita” completo, dalla produzione al fine vita, per ridurre l’impatto ecologico delle tecnologie emergenti.

Il fascino della bio-robotica, secondo la scienziata, risiede nella capacità di combinare biologia, ingegneria e sostenibilità. La sua proposta è trasformare Genova in un “laboratorio vivente”, dove i cittadini possano testare direttamente i prototipi, fornendo feedback su usabilità, apprensione e potenzialità reali.

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