Un drammatico episodio di violenza si è consumato l’11 giugno 2026 in una palestra di Romain via Casilina. Un uomo di 53 anni è stato fermato dai Carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. La vittima, raggiunta da un fendente al fianco sinistro, è stata trasportata d’urgenza al Policlinico Casilinodove è stata sottoposta a un intervento chirurgico salvavita.
La dinamica dell’aggressione
Secondo le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Roma Alessandrinacon il supporto del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Casilinal’aggressione è avvenuta intorno alle 08:55. L’indagato, dopo un breve scambio di battute con la vittima, ha estratto un oggetto dallo zaino e l’ha colpita. Successivamente, si è allontanato rapidamente a bordo della sua autovettura, facendo perdere le proprie tracce.
Le prove raccolte
I militari hanno acquisito e analizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza della palestra, incrociandole con le testimonianze del personale presente. Questo lavoro investigativo ha permesso di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Inoltre, sono state eseguite perquisizioni personali e domiciliari che hanno portato al sequestro di indumenti compatibili con quelli indossati durante l’aggressione.
La cattura del sospettato
La fuga del 53enne e il suo stato di irreperibilità nei giorni successivi hanno evidenziato un concreto pericolo di fuga. I Carabinieri hanno intensificato le ricerche, riuscendo a localizzare l’uomo il 17 giugno 2026. L’indagato, accompagnato dal proprio avvocato difensore, era intenzionato a presentarsi spontaneamente presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbiaquando è stato raggiunto dai militari e condotto in caserma per il fermo di indiziato di delitto.
La Procura della Repubblica di Roma ha disposto il trasferimento dell’uomo presso la Casa Circondariale di Regina Coelidove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si precisa che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza, l’indagato è da ritenersi innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.


