Un’area ricavata nelle antiche cave di tufo di epoca romana, nei pressi dei laghetti di Tor Cervara a Roma, è stata posta sotto sequestro preventivo dopo un intervento della Divisione Amministrativa della Questura. L’operazione, condotta durante una delle tre serate programmate dagli organizzatori, ha messo in luce sia la presenza massiccia di pubblico sia numerose criticità legate alla sicurezza e alla mancanza delle necessarie autorizzazioni.
Il contesto dell’intervento
L’evento era promosso con campagne sui social e biglietteria online, seguendo un format definito “itineranti” che sposta le serate in location diverse della Capitale. Al momento del controllo degli agenti della Questura di Roma erano presenti circa 700 avventori, mentre gli accertamenti amministrativi hanno evidenziato che risultavano venduti in prevendita 765 biglietti tramite piattaforme online. Alle vendite online si sarebbero aggiunti ulteriori ingressi acquistati sul posto.
Autorizzazioni e pareri tecnici
Dagli approfondimenti è emerso che il sito non era mai stato autorizzato per ospitare trattenimenti danzanti. La Commissione Comunale di Vigilanza aveva già espresso parere negativo dopo un sopralluogo tecnico, indicando la non conformità dell’impianto elettrico e la mancanza di una relazione aggiornata al 2026 sulla stabilità del fronte tufaceo dell’area interessata dagli eventi.
Documentazione e normativa
Gli organizzatori avevano presentato una SCIA che, agli occhi degli agenti, non risultava idonea rispetto alla tipologia di attività svolta: il regime semplificato previsto dalla normativa non si applica, infatti, alle discoteche o a locali temporanei destinati al ballo con un’elevata affluenza di pubblico. L’area era concessa in uso temporaneo dal proprietario ad organizzatori esterni, che curavano promozione, vendita dei biglietti e gestione dell’evento pur non essendo titolari del locale.
Criticità emerse durante il controllo
Durante le verifiche, gli operatori della Polizia di Stato hanno riscontrato diverse anomalie sotto il profilo della sicurezza. La scala indicata come uscita di emergenza era priva di illuminazione e non presidiata, conducendo verso un’area completamente al buio. Negli spazi di accesso i tavoli e le sedute erano collocati in zone scarsamente illuminate, aumentando il rischio in caso di necessità di evacuazione.
Impianti e dispositivi di sicurezza
È stato inoltre rilevato che alcuni estintori erano privi di revisione aggiornata e che diverse luci di emergenza non funzionavano. Queste mancanze, insieme alla documentazione tecnica incompleta sulla stabilità del fronte tufaceo, hanno contribuito alla valutazione negativa da parte delle autorità competenti, che hanno deciso per il sequestro preventivo dell’area interessata.
Conseguenze e prospettive
Il provvedimento di sequestro è stato adottato dagli specialisti della Divisione Amministrativa della Questura e successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria. L’operazione mette in evidenza uno scenario in cui formule di intrattenimento promosse online e basate su format itineranti possono trovare spazio in luoghi non idonei per attività di pubblico spettacolo, incrementando i rischi per la sicurezza dei partecipanti.
Riflessioni sul modello organizzativo
Il modello riscontrato presenta promotori esterni che operano in autonomia, occupandosi di promozione e vendita senza avere la titolarità del locale né la certezza che le strutture ospitanti rispettino requisiti tecnici e normativi. Questo caso sottolinea l’importanza dei controlli amministrativi e tecnici preventivi quando le serate si svolgono in siti non nati per ospitare eventi con grande affluenza.
L’intervento della Divisione Amministrativa della Questura su queste tre serate programmate costituisce un monito sul piano della sicurezza pubblica e della legalità: location suggestive come le antiche cave di tufo possono avere un forte richiamo, ma richiedono verifiche rigorose per garantire la tutela dei partecipanti e la conformità alla normativa vigente.