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Alloggi temporanei per gli ex occupanti di Spin Time, ma l’emergenza non è risolta

Dopo l'incendio del 29 luglio, tutti gli ex occupanti di Spin Time hanno trovato alloggi temporanei, ma la situazione rimane critica.

Alloggi temporanei per gli ex occupanti di Spin Time, ma l’emergenza non è risolta

Dopo tre settimane di attesa, tutti i 400 ex occupanti di Spin Time hanno finalmente trovato una sistemazione temporanea. La ricerca degli alloggi è stata complessa, soprattutto in una città come Roma, dove la crisi abitativa è permanente e strutturale.

Gli attivisti di Spin Time hanno spiegato che la ricerca è stata lunga e complessa con molte criticità. In alcuni casi, gli alloggi non sono in condizioni ottimali per ospitare decine di persone per mesi. In altri, mancano servizi essenziali come la possibilità di cucinare o conservare il cibo. Inoltre, la privacy è un lusso che molti non possono permettersi.

Il confronto con il Comune di Roma

A inizio agosto, il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato un’ordinanza per trovare soluzioni temporanee, dando priorità ai nuclei familiari con bambini e alle persone più fragili. Tuttavia, nonostante i progressi, le criticità rimangono.

Gli attivisti di Spin Time hanno sottolineato che una casa deve permettere alle persone di vivere la propria vita: curarsi, lavorare, crescere i figli e mantenere le proprie relazioni. Per questo, il territorio è fondamentale. Alcune famiglie devono ancora lasciare il presidio di via Santa Croce in Gerusalemme, mentre altre hanno trovato sistemazioni che permettono loro di rimanere nel quartiere dell’Esquilino, grazie alla rete sociale locale.

La situazione attuale e le prospettive future

Gli ex occupanti di Spin Time dovrebbero restare negli alloggi temporanei per un periodo compreso tra i 60 giorni e i 4-6 mesi. Tuttavia, l’orizzonte temporale è incerto. Il sindaco Gualtieri ha annunciato che i primi 23 nuclei familiari saranno sistemati in un albergo e poi potranno accedere a una casa popolare entro 60 giorni.

Gli attivisti di Spin Time hanno ribadito che questa soluzione è tutt’altro che stabile. Tutte le famiglie hanno diritto a una casa popolare e, come garantito dal Comune, dovranno avere un alloggio Erp entro tempi ragionevoli. Fino ad allora, l’emergenza Spin Time rimarrà aperta e il presidio di via Santa Croce in Gerusalemme resterà attivo.

La responsabilità della proprietà e le prossime mosse

Gli attivisti hanno criticato la proprietà del palazzo, Investire SGR, per la responsabilità di questa emergenza. Nonostante il fondo abbia messo a disposizione 500mila euro, il Comune ha speso circa 3 milioni di euro per gestire la crisi. Gli attivisti definiscono questo contributo un cerotto che non risolve la ferita.

Lunedì 24 agosto, una rappresentanza di Spin Time incontrerà di nuovo il Comune per chiedere di avanzare con la trattativa per l’acquisto del palazzo. Se la proprietà dovesse rifiutare, ci sarà la possibilità dell’esproprio d’urgenza. Lo stesso giorno è prevista un’assemblea pubblica per mobilitare la città. La manifestazione nazionale e l’assemblea pubblica sono previste per il 19-20 settembre.

La mobilitazione continua, con l’obiettivo di riportare i 400 residenti di Spin Time nel loro quartiere. Perché, come dicono gli attivisti, il tempo di Spin Time è ora.

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