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Alberto De Rossi presidente dell’Ostiamare: la storia e il futuro del club

L'Ostiamare, guidata dal nuovo presidente Alberto De Rossi, torna in Serie C dopo 35 anni. Un viaggio tra storia, passione e progetti per il futuro del calcio di Ostia.

Alberto De Rossi presidente dell’Ostiamare: la storia e il futuro del club

L’Ostiamare non è solo una squadra di calcio. È un simbolo di rinascita, un ponte tra passato e futuro, un progetto che va oltre il semplice gioco. Dopo 35 anni di assenza, il club di Ostia torna tra i professionisti, in Serie C, portando con sé una storia di resilienza e una visione per il futuro.

La promozione è stata conquistata sul campo, con la vittoria del Girone F di Serie D nella stagione 2026/2026. Un traguardo storico, che ha visto il club tornare al professionismo dopo oltre tre decenni. Ma la vera sfida inizia ora: trasformare l’entusiasmo della promozione in una struttura solida e duratura.

Alberto De Rossi: l’uomo della continuità

La nomina di Alberto De Rossi a presidente dell’Ostiamare non è solo una scelta di famiglia. È una mossa strategica che porta con sé un bagaglio di esperienza e competenza. Alberto De Rossi ha trascorso quasi tre decenni nella AS Roma, prima nel vivaio e poi nella Primavera, collezionando trofei e costruendo gruppi. La sua reputazione di formatore e costruttore di gruppi è un valore aggiunto per l’Ostiamare, che ora deve affrontare una categoria spietata e tecnicamente impegnativa.

Se Daniele De Rossi, figlio di Alberto e ex proprietario del club, ha acceso la scintilla con l’acquisto del club il 24 gennaio 2026, è Alberto che ora deve garantire la continuità gestionale. Il suo ruolo è cruciale per evitare che l’entusiasmo iniziale si consumi troppo in fretta. Nel calcio dei progetti annunciati e spesso evaporati, la distinzione tra la proprietà e la gestione ordinaria è decisiva.

Daniele De Rossi: il doppio ruolo

Daniele De Rossi, oltre a essere il proprietario dell’Ostiamare, è anche l’allenatore del Genoa. Un doppio ruolo che, paradossalmente, può essere utile per il club di Ostia. La sua presenza forte ma non totalizzante evita la dipendenza da una sola figura e obbliga il club a costruirsi una catena decisionale più solida. La nomina di Alberto De Rossi va letta anche in questa ottica: una risposta organizzativa alla necessità di distinguere tra la proprietà e la gestione ordinaria.

Il Genoa, con Daniele De Rossi in panchina, è impegnato nella lotta per la salvezza in Serie A. Questo impegno full-time lascia ad Alberto De Rossi la responsabilità di guidare l’Ostiamare nella nuova avventura in Serie C. Una sfida che richiede competenze nei rapporti federali, capacità di leggere una categoria esigente e una visione a lungo termine.

L’Ostiamare: un club radicato nel territorio

L’Ostiamare non è una sigla improvvisata. Il club rivendica una storia che parte dal 1945, all’indomani della guerra, e che lo definisce come una delle realtà più identitarie del litorale romano. Il calcio, per l’Ostiamare, è strumento di coesione, educazione civica e appartenenza; non solo competizione. Questo legame con il territorio è concreto e si riflette in iniziative come il Premio Città di Roma promosso da OPES, dove l’Ostiamare è stata presentata come punto di riferimento per la comunità locale.

La società sta cercando di accreditarsi non solo come squadra vincente, ma come attore civico del territorio. Una differenza non secondaria, soprattutto in una piazza come Ostia, dove il tema della restituzione di spazi e funzioni pubbliche ha un peso specifico particolare. L’Ostiamare sta provando a tornare professionista senza smettere di essere una comunità.

La questione stadio: il cuore del salto

Ogni promozione in Serie C vive una verità spesso più dura della festa: senza un impianto adeguato, il professionismo resta incompleto. L’Ostiamare lo sa bene. Il club ha annunciato ufficialmente che giocherà il prossimo campionato di Serie C allo Stadio Pasquale Giannattasio di Ostia, lo storico Stella Polare. Un passo fondamentale per garantire la continuità del progetto e la crescita del club.

L’adeguamento dello stadio è stato reso possibile grazie al lavoro di Roma Capitale, del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessore Alessandro Onorato. Un esempio di collaborazione tra istituzioni e società civile che può fare la differenza per il futuro del calcio di Ostia.

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