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Corruzione sul Ponte sullo Stretto: tre indagati, tra cui ex presidente Corte dei Conti

Un'inchiesta della Procura di Roma svela presunte collusioni per influenzare il parere sulla fattibilità del Ponte sullo Stretto di Messina. Tra gli indagati un ex magistrato e due imprenditori.

Corruzione sul Ponte sullo Stretto: tre indagati, tra cui ex presidente Corte dei Conti

Un’inchiesta della Procura di Roma ha portato alla luce presunte collusioni per influenzare il parere sulla fattibilità del Ponte sullo Stretto di Messina. Tre persone, tra cui un ex presidente aggiunto della Corte dei Contisono indagate per corruzione e revelazione del segreto d’ufficio.

L’indagine, coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, ha documentato presunti accordi illeciti per ottenere un parere positivo sulla realizzazione dell’opera. Tra gli indagati figurano Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, Giacomo Saccomanno, ex commissario della Lega in Calabria, e l’imprenditore Vincenzo Virgilio.

Presunti accordi illeciti per influenzare il parere

Secondo l’accusa, Miele avrebbe fornito informazioni riservate sull’andamento della procedura condotta dalla Corte dei Conti, rivelando orientamenti dei colleghi magistrati e dettagli della Camera di consiglio. In cambio, avrebbe ricevuto promesse di utilità, tra cui la possibilità di diventare presidente dell’Antitrust.

Le perquisizioni effettuate dalla Procura hanno rinvenuto dispositivi elettronici e documenti che potrebbero confermare le ipotesi di reato. La società Stretto di Messina Spa ha dichiarato la propria estraneità all’inchiesta, confermando la disponibilità a collaborare con le autorità.

Reazioni politiche e dichiarazioni degli indagati

L’inchiesta ha riacceso il dibattito politico. Giuseppe Conte, leader del M5S, ha definito l’indagine una conferma dei fallimenti del governo Melonichiedendo il recupero dei fondi destinati all’opera. Anche Angelo Bonelli, leader dei Verdi, ha criticato la gestione del progetto, parlando di fatti di gravità inaudita.

Giacomo Saccomanno, uno degli indagati, ha respinto le accuse, definendole aberrazioni e sostenendo che le conversazioni con Miele erano di natura amichevole. Ha inoltre criticato la ricostruzione degli inquirenti, definendola politica.

La posizione della società Stretto di Messina Spa

L’amministratore delegato della Stretto di Messina SpaPietro Ciucci, ha espresso sorpresa per le notizie riportate dai media, ribadendo la totale estraneità della società all’inchiesta. Ha confermato l’impegno a realizzare il ponte con massima trasparenzaconformandosi ai rilievi della Corte dei Conti.

L’inchiesta continua, con le autorità che stanno esaminando i dispositivi e i documenti sequestrati per appurarne la valenza probatoria. Intanto, il dibattito politico e l’attenzione mediatica sul Ponte sullo Stretto di Messina rimangono accesi.

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