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La perizia sul ricovero di Kaufmann: manipolazione, rifiuto delle cure e valutazione della capacità di processo

Il 46enne Rexal Ford, noto anche come Charles Francis Kaufmann e ora come Alex York, è ricoverato al reparto di psichiatria del Santo Spirito dal 12 maggio; la relazione medica parla di tendenza manipolativa ma ritiene risolta la fase acuta che aveva motivato il ricovero, mentre il tribunale attende la nuova perizia sulla capacità di stare a processo.

La perizia sul ricovero di Kaufmann: manipolazione, rifiuto delle cure e valutazione della capacità di processo

La controversa vicenda processuale che riguarda Rexal Fordalias Charles Francis Kaufmann — che dichiara ora di chiamarsi Alex York — ha registrato un nuovo passaggio clinico dopo il trasferimento in ospedale. Il 46enne californiano è detenuto nell’ambito dell’accusa di aver tolto la vita alla compagna Anastasia Trofimova e alla figlia di 11 mesi, Andromedai cui corpi furono recuperati nel parco di Villa Pamphilj a Roma il 7 giugno dello scorso anno. Il ricovero al reparto di psichiatria del Santo Spirito è avvenuto il 12 maggio e da allora gli specialisti hanno prodotto una relazione inviata alla Corte d’Assise di Roma.

Contenuti chiave della relazione psichiatrica e implicazioni processuali

Nel documento clinico i medici evidenziano una «tendenza alla manipolazione e alla prevaricazione», ma concludono anche che «allo stato attuale, la gravità del quadro clinico che aveva portato al suo ricovero appare risolta». Questa valutazione arriva dopo il periodo trascorso al Santo Spirito, dove a Kaufmann era stato assegnato un ciclo di terapie che avrebbe dovuto rendere possibile la prosecuzione del dibattimento interrotto. Il processo a suo carico era iniziato a febbraio, ma la prima Corte d’Assise di Roma lo aveva sospeso un mese fa in seguito a una perizia che aveva diagnosticato un disturbo psicotico acuto e transitorio. La relazione corrente propone invece una lettura differente: sebbene permangano aspetti problematici della personalità, la fase acuta descritta nella perizia precedente sarebbe attenuata, motivando la richiesta di una nuova valutazione sulla capacità di stare a processo.

Nuovi colloqui e attesa della perizia

Dopo una serie di colloqui effettuati nella mattinata odierna dai consulenti nominati dalle parti, la Corte attende ora la perizia degli specialisti incaricati dai giudici. Questo passaggio è decisivo: l’esito determinerà se il 46enne potrà riprendere il procedimento penale o se permanenze assistenziali saranno necessarie. Nel frattempo la relazione inviata dal reparto del Santo Spirito rimarca la diagnosi di un disturbo di personalità istrionico-antisocialeuna classificazione che orienta la lettura del comportamento osservato dagli operatori e che spiega, secondo i medici, anche il rifiuto delle terapie farmacologiche.

Trasferimento dal carcere e resistenza iniziale al trattamento

Il trasferimento al Santo Spirito non fu spontaneo: il posto era stato individuato dall’Asl il giorno precedente, ma Kaufmann si oppose e dichiarò di voler restare nella cella di isolamento del carcere di Regina Coelidove era ristretto dall’inizio marzo dopo il trasferimento da Rebibbia. Il 12 mattina gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno quindi accompagnato in ospedale; secondo la ricostruzione, non oppose resistenza al trasporto. Nei primi due giorni nel reparto il paziente mostrò diffidenza ma successivamente iniziò a dialogare con i medici, pur rifiutando costantemente l’assunzione dei farmaci previsti. La scelta terapeutica prevista avrebbe dovuto durare circa un mese e mirava a stabilizzare lo stato mentale per consentire la partecipazione al processo, ma il rifiuto delle cure rimane un elemento che i periti devono considerare.

Elementi numerici e cronologia dei passaggi verificati

Per chiarezza cronologica: il recupero dei corpi al parco di Villa Pamphilj è datato 7 giugno dello scorso annoil ricovero al Santo Spirito è avvenuto il 12 maggio e il dibattimento era stato aperto a febbraio per poi essere sospeso circa un mese fa dalla prima Corte d’Assise di Roma. I riferimenti numerici e le date citate sono parte integrante della documentazione processuale che ora sarà integrata dalla nuova perizia richiesta ai consulenti nominati dal tribunale.

La situazione resta in evoluzione: la valutazione definitiva sulla capacità di stare a processo arriverà esclusivamente dall’esito della perizia ordinata dalla Corte. Nel frattempo, la relazione dei medici del Santo Spirito costituisce un documento centrale che coniuga l’osservazione clinica — tra cui la segnalazione di una tendenza alla manipolazione — con una stima della remissione della fase acuta che aveva giustificato il ricovero. Sarà questo equilibrio tra profili patologici e risposta al trattamento a orientare le decisioni giudiziarie successive.

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