7 Giugno 2026 🌫 19°

Parata e festa a Viterbo: il TusciaPride 2026 attraversa il centro storico

Il corteo del TusciaPride 2026 ha percorso le vie del centro di Viterbo partendo da Porta Romana, con più di 500 partecipanti e interventi che hanno richiamato all'azione contro discriminazioni e minacce online

Parata e festa a Viterbo: il TusciaPride 2026 attraversa il centro storico

Nel pomeriggio del 6 giugno 2026 Viterbo è stata attraversata da una parata che ha unito presenza, musica e richieste di tutela dei diritti civili. Il TusciaPridecon un corteo stimato in oltre 500 persone, è partito da Porta Romana alle 16.30 e ha attraversato il centro storico fino a fermarsi in Piazza Dante Alighieridove la festa proseguirà in serata con un concerto.

Itinerario e numeri della manifestazione

Il percorso ufficiale ha toccato punti simbolici del tessuto urbano: da Porta Romana il corteo ha sfilato lungo via Garibaldivia Cavour e Piazza del Plebiscitoha proseguito su Corso Italia e via Mazzini per giungere infine a Piazza Dante Alighieri. La presenza di oltre 500 partecipanti ha confermato un livello di adesione che gli organizzatori definiscono in crescita, un segnale di continuità per una manifestazione che ambisce a radicarsi nel territorio.

Interventi dal carro e richiami alle istituzioni

Ad aprire il corteo c’era il carro con a bordo il presidente del TusciaPrideMirko Giuggiolini. Nel suo intervento Giuggiolini ha sottolineato che “Il TusciaPride inizia a consolidarsi di anno in anno” e ha richiamato l’attenzione sulla distanza tra il riconoscimento formale della manifestazione e le risposte concrete richieste sul territorio: i patrocini esistono, ma servono “azioni concrete nei comuni di tutta la provincia“.

Presenze istituzionali

Al corteo hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali locali: tra loro l’assessore Emanuele Aronnela consigliera Alessandra Troncarelli e la segretaria provinciale del Pd Emanuela Benedetti. La loro partecipazione è stata registrata tra i momenti di dialogo e confronto durante la parata, in un contesto in cui le organizzazioni chiedono strumenti concreti per contrastare esclusione e invisibilità.

Appello contro odio e discriminazioni

Il presidente di Arcigay ViterboLorenzo Abateha usato il suo intervento per invitare alla mobilitazione collettiva contro le discriminazioni: “Dobbiamo unirci per curare i nostri corpi e la nostra mente“, ha detto, ribadendo che nell’associazionismo si trova la spinta al cambiamento: “Nell’associazionismo troviamo la forza per cambiare“. Abate ha poi definito le discriminazioni come “i veleni del nostro tempo” e ha illustrato la necessità di una lotta condivisa per trovare una cura.

Minacce online e reazioni

Tra le ragioni della mobilitazione c’è anche la risposta alle ostilità rivolte al movimento: sotto l’annuncio del Pride sono apparsi messaggi intimidatori come “Verremo nella vostra sede con i lanciafiamme“. “Abbiamo denunciato, ma siamo rimasti soli davanti all’odio“, ha ricordato Abate, sollevando il tema della responsabilità collettiva contro le ideologie che minacciano diritti conquistati nel tempo. Nel suo intervento la conclusione è stata netta: “L’odio non vincerà“.

La giornata ha quindi alternato festeggiamenti e musica a momenti di riflessione politica: il claim dell’edizione si inserisce in un discorso più ampio sul riconoscimento e sulla cura, intendendo per cura sia le politiche sociali sia l’impegno quotidiano contro esclusione e violenza verbale o fisica.

La manifestazione è stata definita dagli organizzatori come frutto del lavoro congiunto di associazioni e gruppi locali, pensata per dare visibilità a questioni di identità, affettività e diritti, oltre a richiamare l’attenzione su episodi recenti di aggressioni transfobiche e sull’invisibilità di molte persone LGBTQIA+ nella Tuscia. La serata in Piazza Dante Alighieri proseguirà con un concerto che completerà la giornata di partecipazione civile e socialità.

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