5 Giugno 2026 🌫 16°

Trenta cavalli in fuga sulla Colombo: indagine per esplosioni e vigile indagato

Durante le prove della parata del 2 giugno a Roma una batteria di fuochi d'artificio ha spaventato circa trenta cavalli che sono fuggiti lungo via Cristoforo Colombo. La procura ha aperto un fascicolo, un vigile urbano è indagato e quattro operatori sono rimasti feriti: il racconto dei fatti e gli sviluppi delle indagini.

Trenta cavalli in fuga sulla Colombo: indagine per esplosioni e vigile indagato

La notte tra il 29 e il 30 maggio 2026, durante le prove per la parata del 2 giugno alle Terme di Caracalla, una carovana di cavalli destinati alla sfilata si è spaventata e ha iniziato a correre indisturbata lungo via cristoforo colombo. La scena, documentata da video condivisi sui social, ha provocato momenti di forte concitazione, danni a veicoli e il ricovero di quattro appartenenti alle forze armate e alla polizia.

La dinamica dell’incidente

Secondo le ricostruzioni preliminari raccolte dagli inquirenti, a innescare l’episodio sarebbe stata l’esplosione di alcuni fuochi d’artificio accesi nelle vicinanze delle aree di attesa dei cavalli. Un vigile urbano avrebbe ammesso di aver acceso i petardi per motivi che sono stati definiti goliardici, circostanza confermata da elementi video acquisiti dai carabinieri della Compagnia Roma Centro. Dopo l’esplosione, gli animali si sono imbizzarriti e hanno attraversato più chilometri di traffico, travolgendo persone e mezzi.

Il percorso e i danni

I cavalli, bardati e pronti per la cerimonia, hanno attraversato la Colombo verso l’Eur, creando scene di panico tra automobilisti e passanti. Testimonianze oculari descrivono una carovana che ha provocato tamponamenti e danni alle vetture; diversi animali risultano lievemente feriti e uno è stato successivamente abbattuto per le ferite riportate, fatto che ha suscitato proteste da parte delle associazioni animaliste.

Feriti, soccorsi e conseguenze mediche

Il bilancio umano include quattro persone ricoverate: una poliziotta di 29 anni e tre giovani soldati dei Lancieri di Montebello. I feriti hanno riportato fratture, contusioni ed escoriazioni; tra questi, un militare ha subito la perforazione di un polmone a causa di una costola incrinata. Le condizioni, pur gravi per alcuni, non risultano al momento in pericolo di vita. I cavalli coinvolti sono stati recuperati e affidati alle cure del personale veterinario.

Reazioni sul posto e gestione dell’emergenza

Nel caos alcuni passanti e automobilisti hanno tentato di aiutare o filmare la scena; altri hanno dovuto fermarsi per evitare gli animali in corsa. Le forze dell’ordine presenti hanno provveduto a mettere in sicurezza i cavalli e a coordinare l’arrivo dei soccorsi. Il comando generale della Polizia Locale di Roma Capitale ha aperto accertamenti interni mentre i carabinieri hanno raccolto immagini di videosorveglianza e testimonianze per una prima informativa alla procura.

Le indagini e le ipotesi di reato

La procura di Roma ha attivato un fascicolo per lesioni e per esplosioni pericolose aggravate dalla pubblica funzione. Un agente della Polizia Locale è iscritto nel registro degli indagati: l’uomo ha ammesso davanti ai colleghi di aver acceso i fuochi e il suo gesto risulta confermato dalle immagini raccolte. Sono al vaglio le posizioni degli altri tre agenti presenti al momento dell’accensione per stabilire responsabilità e dinamica completa dell’evento.

Variazioni nelle ricostruzioni e numeri

Fonti giornalistiche riportano cifre leggermente differenti sul numero esatto dei cavalli fuggiti (intorno a una trentina), ma concordano sul fatto che si trattasse di animali destinati alla parata. Le indagini cercheranno di chiarire se le esplosioni siano avvenute in un unico punto o in più punti contemporaneamente e se vi sia stata una reale «tradizione» non ufficiale di accendere petardi durante le prove.

Ripercussioni politiche e reazioni pubbliche

L’episodio ha suscitato reazioni dalle autorità e dalle associazioni: il ministero della Difesa ha espresso vicinanza ai feriti, mentre organizzazioni animaliste hanno contestato la scelta di utilizzare animali in manifestazioni ritenute anacronistiche. Anche la politica ha offerto letture divergenti dell’accaduto, che oscillano tra la denuncia della leggerezza degli agenti coinvolti e interpretazioni più simboliche sull’evento.

Domande aperte e prossimi sviluppi

Rimangono da chiarire i motivi esatti dell’accensione dei fuochi, il ruolo di ciascun agente presente e l’eventuale apertura di ulteriori capi di imputazione. La procura analizzerà le immagini e le testimonianze raccolte per completare l’informativa e valutare eventuali azioni penali. Intanto la città resta scossa dalla scena notturna di cavalli in fuga, che ha sollevato temi di sicurezza, responsabilità pubblica e tutela degli animali.

In attesa degli esiti delle indagini, le autorità hanno confermato che saranno adottati provvedimenti disciplinari se emergeranno responsabilità interne e che non saranno fatti sconti per chi avrà contribuito al pericolo pubblico causato quella notte.

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