5 Giugno 2026 ☁ 16°

Inchiesta sui fuochi alle Terme di Caracalla: esclusi quattro vigili e verifiche sui responsabili

Quattro agenti del Gruppo pronto intervento traffico sono stati esclusi dalle attività operative e dalla parata del 2 giugno mentre proseguono le indagini sulla detonazione di fuochi che ha causato la fuga di 32 cavalli e il ferimento di quattro militari.

Inchiesta sui fuochi alle Terme di Caracalla: esclusi quattro vigili e verifiche sui responsabili

Nelle ore successive all’episodio che ha visto 32 cavalli fuggire dalle Terme di Caracalla, la direzione della polizia locale ha predisposto provvedimenti cautelari nei confronti di quattro agenti. Le misure, annunciate dal comandante Mario De Sclavis, prevedono l’esclusione dagli incarichi operativi su strada e dalla parata del 2 giugno in attesa degli sviluppi dell’azione penale e disciplinare.

Il caso ha assunto rilievo anche a livello giudiziario: i carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno infatti inviato un’informativa alla procura, corredandola di filmati e testimonianze raccolte sul luogo delle prove, dove si stava effettuando l’esercitazione per la sfilata.

Come si è sviluppata la dinamica

Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini e supportata da video acquisiti, due batterie di fuochi d’artificio sono state portate nell’area delle prove e posizionate sull’asfalto a breve distanza dai reparti a cavallo. Dopo l’accensione di una delle batterie i cavalli, a circa 200 metri, hanno iniziato ad agitarsi fino a rompere gli schieramenti e a scappare in gruppo lungo la Cristoforo Colombo, causando il ferimento di tre militari e di una poliziotta. I filmati e le dichiarazioni fanno ritenere che l’evento sia stato scatenato dall’esplosione dei petardi.

Ruoli e responsabilità emersi finora

Tra gli agenti coinvolti ci sono membri del GPIT (Gruppo pronto intervento traffico) con ruoli differenti: uno, di grado inferiore e assunto da poco, è stato indicato come colui che ha materialmente acceso la batteria; un funzionario più anziano risulta invece essere colui che ha acquistato i due scatoloni di fuochi, ritrovati poi a breve distanza dal luogo dell’accensione, uno esploso e l’altro integro. L’accertamento rischia di allargarsi, perché è al vaglio l’eventuale concorso di altre persone nella condotta.

Le misure adottate e i possibili sviluppi disciplinari

Di fronte alla ricostruzione, il comando ha scelto di sospendere temporaneamente i quattro agenti dalle attività di strada e di escluderli dalla parata, oltre a valutare ulteriori provvedimenti dopo l’apertura del fascicolo dalla Procura. Il comandante ha sottolineato che l’episodio non rappresenta il Corpo nella sua interezza e ha espresso vicinanza ai colleghi feriti. Le sanzioni possibili vanno dalla sospensione fino al licenziamento qualora emergessero responsabilità penali significative.

Aspetti normativi e procedurali

Dal punto di vista legale, acquistare e trasportare fuochi in libera vendita non è di per sé illecito, mentre è vietato accenderli senza autorizzazione in luoghi pubblici e in presenza di persone. L’indagine interna si concentra proprio su questo elemento: chi ha deciso di accendere i mortaretti e se tale scelta sia stata autorizzata o condivisa. La procura potrebbe contestare reati come lesioni colpose e l’accensione di fuochi in luogo non autorizzato, con conseguenze sia penali sia di responsabilità civile verso le persone ferite.

Il contesto e le consuetudini nelle prove della parata

Secondo diverse testimonianze, la pratica di accendere fuochi a conclusione delle prove sarebbe una usanza consolidata in passato durante il periodo di preparazione a Guidonia; tuttavia lo Stato maggiore aveva distribuito un vademecum in cui si vietava espressamente l’utilizzo di esplosivi. Questa contraddizione tra abitudini informali e regole ufficiali è ora al centro delle verifiche interne, che vogliono stabilire se l’accaduto sia il frutto di una singola iniziativa o di un comportamento tollerato nel tempo.

Impatto sull’organizzazione della parata

La rimozione dei quattro agenti dal plotone motociclisti ha ridotto la formazione prevista per la sfilata, costringendo gli organizzatori a ripensare assetti e sostituzioni con tempi ristretti. Oltre all’aspetto operativo, il comando ha inviato messaggi di sostegno al personale impegnato nelle attività quotidiane, invitando a mantenere professionalità e spirito di servizio nonostante lo shock provocato dall’episodio.

In attesa di sviluppi giudiziari e disciplinari, rimangono aperte le verifiche su eventuali mandanti o sul coinvolgimento di altri membri del reparto. La posizione degli agenti potrà essere ridefinita solo dopo l’esito delle indagini e, se del caso, dopo i provvedimenti che la Procura deciderà di perseguire. Nel frattempo, la città riflette sui rischi associati a comportamenti apparentemente goliardici che, in un contesto complesso come una prova generale con reparti a cavallo, possono produrre conseguenze gravi e inaspettate.

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