5 Giugno 2026 ☁ 16°

Rintracciato a Lima il condannato per violenza sessuale che era fuggito dall’Italia

La cooperazione tra Polizia di Stato, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e autorità peruviane ha portato all'arresto a Lima di Ricardo Saldivar James, 62 anni, condannato per aver abusato di una giovane connazionale affetta da grave disabilità. Il percorso investigativo ripercorre la violenza consumata in Italia e la fuga all'estero fino al rintraccio in Perù.

Rintracciato a Lima il condannato per violenza sessuale che era fuggito dall’Italia

La vicenda inizia con una denuncia che ha richiesto tatto investigativo e determinazione internazionale. Una giovane donna, affetta da una grave disabilità sin dalla nascita e in Italia per cure specialistiche, ha raccontato di essere stata vittima di violenza sessuale da parte di un conoscente di famiglia. L’accaduto, avvenuto durante la permanenza della ragazza a Roma, ha dato il via a un’indagine della Polizia di Stato che si è poi estesa oltre i confini nazionali.

Il crimine e la vittima

Secondo gli elementi raccolti, l’arrestato aveva conquistato la fiducia della giovane e dei suoi familiari presentandosi come amico di famiglia. Approfittando della condizione di vulnerabilità della vittima — che presentava difficoltà di parola — l’uomo avrebbe commesso la violenza mentre la ragazza soggiornava presso parenti nella Capitale. La vittima ha trovato il coraggio di confidarsi con la zia al ritorno in Toscana, gesto che ha permesso di avviare immediatamente le indagini.

Indagine e quadro probatorio

La Squadra Mobile di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha condotto un’attività investigativa che ha portato alla raccolta di prove ritenute sufficienti per sostenere l’accusa. Il caso è stato seguito con attenzione per via della particolare fragilità della persona offesa e della necessità di tutelare la sua dignità. Le risultanze investigative sono confluite in una sentenza di condanna emessa dal Tribunale ordinario di Roma, con pena fissata in sei anni di reclusione.

La fuga e la ricerca internazionale

Dopo una prima misura cautelare, l’imputato è riuscito a sottrarsi alla giustizia italiana e, secondo gli accertamenti degli investigatori, avrebbe lasciato il territorio comunitario passando per i Paesi Bassi e facendo rientro in Perù. A seguito di questa dinamica, gli apparati investigativi hanno attivato le procedure di cooperazione internazionale, coinvolgendo il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e le autorità locali peruviane, con il supporto del Servizio Centrale Operativo.

Cooperazione istituzionale

La collaborazione tra forze di polizia ha permesso di seguire tracce e riscontri fino alla capitale peruviana. Lo scambio di informazioni e la sinergia operativa sono stati fondamentali per localizzare il ricercato: le attività investigative congiunte hanno portato al fermo a Lima dell’uomo indicato come responsabile della violenza. Questo risultato è esemplare della portata dell’azione coordinata tra uffici giudiziari e strutture di polizia di Stati diversi.

La situazione giudiziaria attuale

L’indagato, identificato dalle autorità come Ricardo Saldivar James e segnalato essere sessantaduenne, è stato fermato in questi giorni nella città di Lima. La condanna italiana per i fatti commessi nell’ottobre 2018 è divenuta esecutiva nel 2026, e ora l’uomo resterà a disposizione della magistratura per le procedure di estradizione richieste dalle autorità italiane. Le autorità competenti stanno gestendo gli aspetti formali necessari al rientro in Italia per l’esecuzione della pena.

Riflessioni e tutela delle vittime

Questo caso mette in luce come la protezione delle persone più fragili richieda non solo prontezza investigativa, ma anche meccanismi di assistenza e ascolto adeguati. La fiducia che la vittima aveva riposto in un presunto amico di famiglia è stata tradita, e le istituzioni hanno dovuto percorrere una strada complessa per ricercare giustizia. L’azione congiunta tra uffici giudiziari e servizi di cooperazione internazionale dimostra come le frontiere non debbano diventare barriere per la responsabilità penale.

La vicenda rimane un monito sull’importanza di strumenti efficaci per la tutela delle persone disabili e sul valore della collaborazione internazionale quando un autore si sottrae alla giustizia. L’attenzione ora si concentra sulle procedure di estradizione e sull’ulteriore accompagnamento della vittima nei percorsi di sostegno psicologico e legale. Le autorità italiane e peruviane continueranno a cooperare per garantire che la sentenza venga eseguita e che siano tutelati i diritti di tutte le parti coinvolte.

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