Si è svolto domenica 25 ottobre 2026, presso il Centro direzionale di ricerca Aboca a Sansepolcro (Arezzo), il Congresso Nazionale dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia. L’evento ha raccolto medici, ricercatori e professionisti impegnati sui temi dell’inquinamento ambientale e della tutela della salute pubblica, con particolare attenzione alla contaminazione delle acque destinate all’uso umano.
Tra i temi centrali emersi nella tre giorni congressuale vi è stata la recente proposta di legge per la riduzione dei limiti di arsenico nelle acque potabili, nonché la presentazione di tecnologie già disponibili in grado di abbattere il contaminante a livelli molto inferiori rispetto agli standard vigenti.
La proposta legislativa e l’allarme sui limiti attuali
Durante la sessione dedicata alle acque potabili la dottoressa Antonella Litta, referente nazionale ISDE sulle problematiche legate alla contaminazione idrica, ha ricostruito il percorso che ha portato alla presentazione della proposta di legge firmata dai deputati Sergio Costa e Ilaria Fontana. Nel ragionamento è stato ribadito come il valore attuale di 10 microgrammi per litro non sia sufficiente a garantire protezione per le popolazioni esposte in modo cronico.
Tempistiche e obiettivi numerici
La proposta legislativa contenuta nell’iter parlamentare prevede una riduzione progressiva: il testo prefigura, nei passaggi indicati durante il congresso, soglie più restrittive che mirano a portare i valori medi dell’arsenico molto al di sotto dei limiti oggi applicati. Nel dibattito è stata sottolineata l’importanza di salvaguardare in modo particolare i soggetti vulnerabili, come bambini e donne in gravidanza, e chi convive già con altre patologie.
Prove scientifiche e pubblicazioni citate
La relazione di Litta ha fatto riferimento al lavoro scientifico condiviso con i colleghi Mauro Mocci e Giovanni Ghirga, che raccoglie e analizza studi nazionali e internazionali. Il messaggio chiave emerso è che concentrazioni di arsenico comprese nel limite di 10 microgrammi/litro possono comunque comportare rischi sanitari in contesti di esposizione prolungata, confermando la necessità di abbassare i livelli regolamentari.
Nel corso degli interventi si è ribadita la centralità della prevenzione primaria come strumento di politica sanitaria e si è richiamata l’esperienza pluriennale dell’associazione nel monitoraggio, nella formazione e nella ricerca su questo tema.
Tecnologie disponibili: membrane iperselettive e ricerca italiana
Un punto tecnico molto concreto ha riguardato le soluzioni impiantistiche presentate come già operative. Sono state illustrate le caratteristiche delle membrane porose iperselettive sviluppate dal CNR di Roma e dall’Università della Calabria, capaci di ridurre l’arsenico nelle acque potabili fino al 99%. Queste membrane lavorano a bassa pressione, richiedono consumi energetici contenuti e mantengono i minerali essenziali nell’acqua, risultando quindi un’opzione vantaggiosa anche dal punto di vista economico e sanitario.
Applicazioni e dimostrazioni istituzionali
Le tecnologie descritte sono state già presentate alle autorità regionali del Lazio in incontri dedicati, con l’obiettivo di valutarne l’adozione su scala territoriale. Nel Congresso è stato evidenziato come l’esistenza di soluzioni tecniche efficaci renda concretamente percorribile l’attuazione delle soglie proposte dalla normativa.
I partecipanti hanno inoltre discusso la necessità di integrare la formazione delle professioni sanitarie secondo l’approccio One Health, per assicurare competenze trasversali su ambiente e salute nelle future generazioni di operatori sanitari.
La conclusione dell’intervento della dottoressa Litta ha incluso un ringraziamento ai soci ISDE coinvolti nel lavoro corale che ha portato ai risultati di advocacy, e un ricordo dei colleghi scomparsi: il professor Ernesto Burgio, il dottor Michelangelo Bolognini e il dottor Vincenzo Migaleddu, il cui contributo scientifico e umano è stato ritenuto determinante nel percorso associativo.
L’associazione ha dichiarato l’intento di seguire l’iter parlamentare della proposta fino alla sua possibile approvazione, monitorando sia gli aspetti normativi sia le implicazioni tecniche e sanitarie, per tradurre il dibattito emerso a Sansepolcro in misure operative a tutela della salute collettiva.



