5 Giugno 2026 ☁ 16°

Rintracciato a Lima un peruviano condannato in Italia per violenza su una donna disabile

La Polizia di Stato, con il supporto del servizio per la cooperazione internazionale di polizia e delle autorità peruviane, ha localizzato e arrestato a Lima un uomo condannato in Italia per una violenza sessuale ai danni di una giovane con una grave disabilità; l'uomo resta a disposizione della magistratura in vista dell'estradizione

Rintracciato a Lima un peruviano condannato in Italia per violenza su una donna disabile

Una lunga attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato italiana, in sinergia con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e con le autorità del Perù, si è conclusa con l’arresto a Lima di un sessantaduenne peruviano condannato in via definitiva per violenza sessuale. L’operazione fa seguito a un’indagine originata alla fine del decennio scorso su un episodio avvenuto in Italia e che ha coinvolto una giovane donna affetta da una grave disabilità fin dalla nascita.

Il caso e le circostanze dell’abuso

La vittima, poco più che ventenne al momento dei fatti, si trovava in Italia per cure specialistiche e studi, spostandosi tra Roma e la Toscana sempre accompagnata da familiari. È proprio durante uno di questi trasferimenti, e nella fase in cui la giovane soggiornava presso l’abitazione di alcuni parenti nella Capitale, che secondo la ricostruzione investigativa l’uomo avrebbe approfittato del legame di fiducia maturato in qualità di amico di famiglia e avrebbe commesso l’abuso. La delicatezza della vicenda e la condizione di vulnerabilità della vittima hanno richiesto agli inquirenti un approccio particolarmente attento e sensibile nel ricostruire i fatti.

La denuncia e l’avvio delle indagini

L’indagine è partita quando la vittima, una volta rientrata in Toscana, ha trovato il coraggio di confidarsi con la zia, dando così il via agli accertamenti. Da quel momento la vicenda è stata seguita sin dall’inizio dalla Squadra Mobile di Roma, sotto il coordinamento dei magistrati della Procura della Repubblica della Capitale. Le attività investigative hanno incluso audizioni, riscontri ai luoghi e ricostruzioni dei movimenti, con particolare attenzione alle esigenze della persona offesa e alla tutela della sua privacy e dignità.

Il percorso giudiziario e la fuga all’estero

Il procedimento si è concluso con la condanna pronunciata dal Tribunale ordinario di Roma, che ha inflitto una pena di sei anni di reclusione per il reato di violenza sessuale nei confronti della donna. La sentenza è divenuta esecutiva nel 2026. Dopo aver scontato una prima misura cautelare, l’indagato si sarebbe quindi trasferito in Perù, cercando di sottrarsi all’esecuzione della pena. La ricerca dell’uomo non si è però mai interrotta: gli investigatori italiani, anche tramite il Servizio Centrale Operativo, hanno mantenuto i contatti e proseguito gli accertamenti per localizzarlo.

Cooperazione internazionale e rintraccio a Lima

La collaborazione internazionale è stata decisiva per arrivare al fermo. Grazie allo scambio di informazioni e al coordinamento con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e le autorità peruviane, gli investigatori sono riusciti a rintracciare l’uomo nella città di Lima. L’intervento ha portato al suo arresto e al contestuale collocamento a disposizione della magistratura locale in attesa delle procedure di estradizione richieste dall’Italia.

Conseguenze e prossimi passi

Al termine delle formalità compiute dalle autorità peruviane, l’uomo resterà a disposizione della magistratura italiana in vista del trasferimento nel nostro Paese per l’esecuzione della pena. L’operazione sottolinea il ruolo del coordinamento internazionale nelle indagini penali transnazionali e la necessità di strumenti efficaci per garantire che chi ha ricevuto una condanna definitiva non possa eludere la giustizia rifugiandosi all’estero.

Tutela della vittima e riservatezza

Nel corso di tutta l’attività investigativa e giudiziaria gli organi inquirenti hanno posto la massima attenzione alla tutela della vittima, adottando misure volte a preservarne la privacy e il benessere psicofisico. Gli aspetti proceduralmente sensibili e la protezione di persone vulnerabili restano un valore prioritario nell’azione delle forze di polizia e della magistratura.

Questa vicenda evidenzia come, anche dopo anni, la sinergia tra forze di polizia nazionali e internazionali possa portare a risultati concreti nella ricerca di condannati all’estero, garantendo l’attuazione delle decisioni giudiziarie e la tutela delle vittime.

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