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Turisti truffati dalle tre campanelle vicino a Palazzo Chigi

Le bande del Rione Trevi rubano ai turisti con il famigerato gioco delle tre campanelle, nonostante controlli e denunce

Turisti truffati dalle tre campanelle vicino a Palazzo Chigi

Nel cuore di Roma, a due passi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri le strade del Rione Trevi sono diventate il palcoscenico di una truffa sistemica che colpisce i visitatori provenienti da tutto il mondo. Il classico gioco delle tre campanelle si è trasformato in un vero e proprio itinerario criminale, dove i truffatori sfruttano l’Afflusso turistico attorno alla Fontana di Trevi per estorcere denaro con tecniche sempre più sofisticate.

Il modus operandi nelle viuzze del Rione Trevi

Le bande operano in via del Lavatore, via della Stamperia, via in Arcione, via della Panetteria, via delle Muratte e via di S. Vincenzo, tutti intrecciati in un labirinto di vicoli che rende difficile l’intervento immediato delle autorità. Il tipico allestimento prevede un tavolo coperto da un telo, tre tazzine metalliche che ruotano rapidamente e una pallina di spugna nascosta in una di esse. I complici, fino a una decina, creano un piccolo “teatro” intorno al banchetto, facendo credere ai passanti di poter indovinare la posizione della pallina e vincere premi immaginari.

Il risultato è la perdita di somme consistenti, soprattutto da parte di giovani coppie in viaggio di nozze o famiglie non abituate a questo tipo di gioco. Una titolare di ristorante della zona ha raccontato di aver visto “coppiette straniere in viaggio di nozze piangere perché hanno perso una fortuna”, mentre un altro negoziante ha riferito che le vittime vengono spesso costrette a prelevare denaro dagli sportelli bancomat prima di tornare a casa.

Interventi delle autorità e risposta dei commercianti

Nel tentativo di arginare il fenomeno, venti commercianti del Rione Trevi hanno finanziato per cinque mesi un servizio di vigilanza privata, pagando di tasca propria le spese. Due operatori, impegnati a percorrere le strade dalla mattina alla sera, hanno adottato il cosiddetto “metodo del disturbo pacifico”, chiedendo ai truffatori di allontanarsi con frasi come: “Senta, per favore, può togliersi di torno e non fregare soldi?”. Nonostante qualche reazione aggressiva – sputi, rimbrotti e occhiate minacciose – la presenza di vigilanti ha contribuito a ridurre temporaneamente le attività illecite.

Numeri delle denunce e provvedimenti recenti

Dal primo giorno dell’anno, le forze dell’ordine hanno registrato 200 denunciati per la truffa delle tre campanelle. La Guardia di Finanza ha arrestato dodici persone lo scorso mese, mentre i carabinieri, insieme alla prefettura, hanno emesso dieci decreti di allontanamento entro la settimana successiva. Tuttavia, la situazione rimane delicata: appena ieri pomeriggio, a via S. Vincenzo, un nuovo tavolo è comparso senza subire alcun impedimento.

Le istituzioni hanno mostrato una certa reticenza nel prendere in carico il problema. Il presidente dei commercianti del Rione Trevi, Fabrizio Patrizi ha affermato che “con i nostri vigilantes in questi mesi non c’è stata alcuna colluttazione, non si sono sovrapposti alle forze dell’ordine, è andata bene ma non possiamo pensarci noi, devono intervenire le istituzioni”.

L’inviato de Le IeneFilippo Roma ha portato la questione all’attenzione della premier Giorgia Meloni spiegandole l’assurdità di una truffa che si svolge a pochi passi da Palazzo Chigi e a tutte le ore del giorno. La prima risposta della premier è stata: “Me ne occupo. Bisogna capire se c’è un buco legislativo. La prima cosa è parlare con il Comune, con le forze dell’ordine ma intanto lo studio.”

Il caso ha anche coinvolto un esponente di FdIFabio Schiuma che ha acceso la telecamera del proprio telefono per documentare un banchetto truffaldino, subendo insulti e minacce verbali dai truffatori. Questi ultimi, quando filmati, tendono a reagire con violenza verbale, dimostrando la loro disponibilità a difendere il territorio di guadagno a scapito dei visitatori.

La chiave per una soluzione duratura sembra risiedere in un intervento coordinato tra Comune, Polizia, Guardia di Finanza e le associazioni di categoria così da chiudere le falle legislative e garantire una maggiore sicurezza ai turisti che, ogni giorno, si aggirano tra le antiche pietre di Roma.

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