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Roma, manifestazione CGIL: via maestra e sciopero del 20 novembre

La manifestazione della CGIL a Roma ha trasformato Piazza del Popolo in un palco per chiedere lavoro, pace, welfare e una nuova imposta per i più ricchi

Roma, manifestazione CGIL: via maestra e sciopero del 20 novembre

Sabato 17 ottobre la città eterna ha ospitato la manifestazione intitolata “La via maestra”. Oltre centomila persone si sono radunate in Piazza del Popolo, seppur in un clima di forte tensione economica, per chiedere un ripensamento del modello di crescita e per denunciare le crescenti disuguaglianze. L’incontro è stato organizzato dalla CGIL in collaborazione con più di un centinaio di associazioni laiche e religiose, e ha assunto la forma di un corteo che ha attraversato il centro storico, terminando con discorsi di figure di spicco dell’opposizione.

Il programma della via maestra: lavoro, pace, ambiente, welfare e Costituzione

Dal podio, Maurizio Landini ha delineato i cinque pilastri che dovrebbero guidare il Paese: lavoropaceambientewelfare e il rispetto della Costituzione. La proposta centrale è una riforma fiscale mirata: una tassa patrimoniale dell’1% sul patrimonio netto superiore a 2 milioni di euro, in grado di raccogliere circa 25 miliardi di euro da destinare a sanità, istruzione e affitti. Landini ha sottolineato che l’iniziativa interesserebbe circa 500.000 famiglie e puntato sul principio della solidarietà per colmare il vuoto lasciato dal mancato finanziamento del PNRR.

Il ponte di Messina: una spesa “inutili” secondo la CGIL

Il leader sindacale ha inoltre criticato l’iniziativa governativa per il ponte sullo Stretto di Messina, definendola “non voluta da nessuno” e chiedendo di rimpiazzare quei fondi con investimenti in autostrade, ferrovie e trasporti pubblici, settori ritenuti più urgenti per il rilancio dell’economia.

I protagonisti sul palco: Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli

Al termine del discorso di Landini, i quattro leader del campo progressista – Giuseppe ConteElly SchleinNicola Fratoianni e Angelo Bonelli – si sono stretti in un abbraccio simbolico, dimostrando un fronte unitario contro le politiche del governo. Conte ha accusato il premier Giorgia Meloni di aver dipinto un’Italia dei “record” inesistenti, sostenuta da un “sistema mediatico compiacente”. Ha chiesto di ridirigere i fondi destinati al riarmo verso le famiglie e le imprese, ricordando che la crescita è prossima allo zero e che le disuguaglianze si stanno aggravando. Schlein, invece, ha contrapposto la spesa militare proposta dal governo (5 % del PIL) a quella che il suo programma riserverebbe alla sanità (7 % del PIL), sottolineando l’urgenza di garantire cure a tutti i cittadini, i 6 milioni di italiani che attualmente rinunciano a trattamenti per liste d’attesa troppo lunghe o per costi insostenibili.

Annuncio dello sciopero generale del 20 novembre

Il punto focale della manifestazione è stato l’annuncio da parte di Landini di uno sciopero generale previsto per il 20 novembre. Il sindacalista ha definito lo sciopero “lo strumento più solidale” che esiste, in grado di difendere i diritti dei lavoratori e di estenderli all’intera collettività. Ha richiamato i principi costituzionali che garantiscono il diritto di sciopero, di assemblea e di associazione, ribadendo che “il cittadino lavoratore, da solo, è più debole rispetto al cittadino capitalista”. L’invito è stato chiaro: “non ci fermerà nessuno, andiamo avanti con forza e solidarietà”.

Il messaggio al Papa e la dimensione della pace

Nel suo intervento Landini ha anche rivolto un saluto al Papa Leone, concordando con l’appello papale a “batterci per una pace disarmata e disarmante”. Ha ricordato che la violenza sul posto di lavoro è quotidiana, citando casi di incidenti mortali su cantieri e piattaforme, e ha ribadito che la lotta per la pace deve partire dal rispetto dei diritti dei lavoratori.

Il prossimo 20 novembre rappresenterà,

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