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Bagnoregio e Bolsena designate capitale italiana dell’arte 2028

Civita di Bagnoregio e Bolsena ottengono il titolo di capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 con un finanziamento da un milione di euro.

Bagnoregio e Bolsena designate capitale italiana dell’arte 2028

Il 12 ottobre 2026, durante una cerimonia nella Sala Spadolini del ministero della Cultura il ministro Alessandro Giuli ha annunciato la designazione di Civita di Bagnoregio e Bolsena come capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2028. La decisione è stata presa all’unanimità dalla giuria che ha valutato le candidature in gara, tra cui anche le città di Capri, Padova e Pozzuoli. Accanto al riconoscimento, è stato assegnato un contributo di un milione di euro per la realizzazione del programma culturale proposto.

Motivazioni della giuria e dettagli del bando

Il ministro Giuli ha letto le motivazioni della commissione, sottolineando che “Il progetto si distingue per la piena e documentata aderenza agli obiettivi del bando“. Il programma, intitolato “Arte che viene, arte che va”, è stato valutato come un modello di infrastruttura culturale permanente in cui l’arte non è più un evento isolato ma diventa parte integrante del tessuto quotidiano dei luoghi. Le opere previste devono nascere dal rapporto con il paesaggio la storia e le comunità, creando un dialogo continuo tra passato e presente.

Il progetto “Arte che viene, arte che va”

Secondo le dichiarazioni degli amministratori, il progetto punta a integrare installazioni artistiche nei percorsi urbani, nei cortili pubblici e nelle aree naturali dei due comuni, rendendo visibile l’arte a chiunque attraversi le strade. Il ministero della Cultura ha enfatizzato che l’iniziativa non si limiterà a mostre temporanee, ma garantirà una presenza costante di opere che potranno essere fruite da residenti e turisti per gli anni a venire. Questo approccio è stato definito “una sfida quasi impossibile!” dal sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, ma ha portato al risultato atteso.

Reazioni delle istituzioni locali

Chiara Frontini, sindaca di Viterbo, ha espresso grande soddisfazione sottolineando che “un grande obiettivo conquistato per due meravigliosi territori, ma anche un’opportunità unica di valorizzazione per l’intera Tuscia”. Anche il presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati, Mauro Rotelli, ha commentato che la designazione “conferma il valore e le potenzialità della Tuscia” e ha elogiato la capacità di fare squadra tra i comuni coinvolti. Laura Allegrini, presidente della Fondazione Vulci, ha aggiunto che il successo dimostra “che la Tuscia merita attenzione sia dal punto di vista turistico sia culturale”.

Le dichiarazioni dei sindaci

Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena, ha definito il risultato “un sogno che si avvera, i nostri ragazzi restino qui“, evidenziando l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni. Luca Profili, invece, ha definito la candidatura “una sfida quasi impossibile!”, ma ha riconosciuto che il lavoro di rete ha reso possibile il traguardo. Entrambi i sindaci hanno ringraziato il ministero della Cultura per la fiducia accordata e hanno promesso di utilizzare al meglio il finanziamento per promuovere la cultura locale.

Il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli, ha dichiarato che il riconoscimento “ci riempie di orgoglio” e rappresenta un importante volano per lo sviluppo economico e culturale del territorio. Il finanziamento di un milione di euro sarà destinato a realizzare le diverse installazioni, a sostenere gli artisti emergenti e a promuovere iniziative educative nelle scuole. L’obiettivo a medio termine è trasformare la Tuscia in un punto di riferimento nazionale per l’arte contemporanea, in vista della futura candidatura a Capitale europea della cultura 2033.

Con la combinazione di risorse finanziarie, visione artistica e collaborazione istituzionale, i due comuni sono pronti a dare vita a una cultura permanente che potrà attrarre visitatori, motivare i giovani e rafforzare l’identità del territorio.

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