In molte zone della Capitale, una sosta brevemente alimentata da quattro lampeggianti rende la carreggiata un vero corridoio di ostacoli. Che sia l’auto fermata per un caffè, il furgone impegnato nello scarico o il veicolo parcheggiato davanti a un cancello scolastico, ogni comportamento irregolare contribuisce a restringere lo spazio disponibile per bus, biciclette e pedoni. Durante le ore di punta, la concreta testimonianza di Legambiente Lazio indica che più di un veicolo su tre si ferma in maniera non consentita, con picchi che raggiungono l’85 % delle auto monitorate.
Le cinque arterie più critiche di Roma
Un’analisi dettagliata ha isolato cinque tratti dove la sosta selvaggia è più diffusa: via Camesena, via Emo, via Cipro, piazza Vescovio e via XX Settembre. In questi assi, le infrazioni si concentrano in maniera marcata, rendendo difficile il passaggio regolare dei veicoli. La concentrazione più alta si registra nei quartieri centrali e semicentrali, dove il numero di auto è elevato ma gli spazi di sosta sono ridotti. Al contrario, le zone più periferiche mostrano segni di miglioramento, sebbene la tendenza rimanga preoccupante.
Impatto su bus, ciclisti e pedoni
Le conseguenze non si limitano al solo rallentamento dei veicoli privati. In via Po, ad esempio, le linee bus 63, 83 e 92 sono costrette a deviare nella corsia opposta per aggirare le auto in doppia fila, creando pericolosi incroci di marcia. Quando la carreggiata ospita piste ciclabili, i ciclisti sono obbligati a schivare i veicoli fermati, aumentando il rischio di incidenti. Anche le aree vicino alle scuole, come quelle intorno ai cancelli, diventano punti critici durante le mattine piovose, quando i genitori parcheggiano improvvisamente, ostacolando la visibilità dei pedoni e rallentando il flusso generale.
Le cause strutturali evidenziate da Roma Mobilità
Il progetto di sicurezza per il cosiddetto “black point” tra via Aosta e via Casoria, promosso da Roma Mobilità, ha sottolineato come la larghezza eccessiva della carreggiata (più di sei metri per corsia) favorisca la doppia fila e manovre pericolose. Un altro esempio è via Nomentana, dove sei corsie, inclusa la preferenziale, non impediscono comunque la sosta di auto sui divisori laterali, generando un numero di veicoli in sosta superiore ai posti disponibili. Nella zona della Magliana, il record di moto e motorini fermi fuori dagli spazi consentiti rappresenta un ulteriore elemento di congestione.
Comportamenti tipici e loro ricadute sul traffico
Le motivazioni alla base della sosta irregolare variano: sui grandi assi commerciali, da Cola di Rienzo ai Parioli, si registra una maggiore frequenza di soste brevi per commissioni o acquisti; nei pressi di attività di ristorazione, furgoni e camion si fermano per carico e scarico, occupando la carreggiata quando gli spazi dedicati non sono sufficienti. Il risultato comune è la riduzione della larghezza disponibile per gli spostamenti, con conseguente rallentamento del traffico e perdita di tempo per tutti gli utenti della strada.



