20 Settembre 2026 ☀ 21°

Il mercato secondario dei biglietti al Colosseo resta un problema

Le misure introdotte non hanno spezzato il circuito di rivendita illegale dei biglietti per il monumento più affollato d'Italia.

Il mercato secondario dei biglietti al Colosseo resta un problema

L’Anfiteatro Flavio, conosciuto a tutti come Colosseo, accoglie milioni di turisti ogni anno. Negli ultimi anni le autorità hanno tentato più volte di arginare il fenomeno del secondary ticketing anche definito bagarinaggio pur di garantire trasparenza e prezzi equi. A maggio scorso, la domenica 20 settembre 2026, si è riacceso il dibattito a seguito di una nuova ondata di segnalazioni di rivendite a prezzi esorbitanti.

Le iniziative più rilevanti hanno incluso l’introduzione dei biglietti nominativi per il Colosseo, il cambio di gestore del sito di vendita e una serie di sanzioni pecuniarie promosse dall’Antitrust. Nonostante questi interventi, la percezione dei visitatori rimane quella di un mercato secondario ancora attivo e poco controllato.

Multe milionarie e cambi di gestore: cosa è accaduto

Nel corso degli ultimi anni, l’Antitrust ha inflitto multe per valore di milioni di euro a piattaforme riconosciute responsabili di favorire lo scalping dei biglietti. Parallelamente, la gestione della prenotazione è stata affidata a nuovi operatori, con l’obiettivo di introdurre sistemi più sicuri e di tracciare ogni vendita. Tuttavia, le multe non hanno inciso sulla capacità delle reti informali di aggirare i controlli.

Le sanzioni dell’Antitrust

Le autorità hanno punito direttamente tre grandi portali di rivendita, imponendo penali che hanno superato il milione di euro per ciascuna azienda. L’azione è stata accompagnata da una campagna informativa rivolta ai consumatori, con consigli su come riconoscere i biglietti falsi e su dove acquistare in modo sicuro. Nonostante la pressione, le piattaforme hanno rapidamente modificato gli algoritmi, mantenendo operative le vendite clandestine.

Il persistere del mercato secondario: dati e realtà

Le statistiche raccolte da enti indipendenti mostrano che, ancora oggi, una percentuale significativa di biglietti per il Colosseo viene commercializzata su siti non ufficiali. In media, i prezzi di rivendita superano il costo originale di oltre il 150%, creando barriere economiche per i turisti a basso reddito. Il fenomeno è alimentato da bot che acquistano automaticamente le quote disponibili, lasciando poco spazio agli acquisti legittimi.

Bagarinaggio online: le piattaforme non si fermano

Le più note piattaforme di ticketing, pur avendo introdotto sistemi di verifica dell’identità, continuano a ospitare inserzioni non autorizzate. Alcuni venditori sfruttano le lacune nella validazione dei dati personali, offrendo biglietti con nomi falsi o modificati all’ultimo minuto. Questa pratica rende quasi impossibile per le autorità rintracciare i responsabili, poiché le transazioni avvengono in tempo reale e spesso attraverso intermediari esteri.

Impatto sui visitatori e prospettive future

Il risultato è una frustrazione diffusa tra i turisti, che vedono le code all’ingresso aumentare e i costi salire senza una reale spiegazione. Le autorità locali hanno annunciato ulteriori interventi, tra cui l’adozione di sistemi di riconoscimento facciale e l’espansione dei punti vendita fisici per ridurre la dipendenza dal mercato digitale. Tuttavia, l’efficacia di queste misure resta incerta finché non verranno introdotte sanzioni più incisive contro gli intermediari internazionali.

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