Nel cuore del quartiere Prati, in via della Giuliana, la tranquillità è stata spezzata da una serie di colpi provenienti da un balcone al sesto piano. Il 14 settembre una giornalista, Cristina Stillitano è stata colpita al braccio da un piccolo piombino di quattro millimetri e mezzo; pochi giorni prima, la commercialista Angela Perrone aveva subito un ferito di striscio alla gamba. Le autorità hanno avviato subito le indagini, mantenendo alta la presenza dei carabinieri della compagnia Roma San Pietro per rassicurare i residenti e raccogliere testimonianze.
Il sequestro delle armi e le evidenze trovate
L’appartamento al settimo piano è stato perquisito dai carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) e dal Nucleo Investigativo di via In Selci. Oltre al fucile ad aria compressa modello Weihrauch acquistato il 5 settembre all’armeria Dragoni in viale Germanico, gli investigatori hanno confiscato un’ottica di puntamento, due pistole ad aria compressa e una pistola a molla per pallini in plastica. Numerosi piombini dello stesso tipo di quelli che hanno ferito le due donne sono stati rinvenuti sul marciapiede, confermando il collegamento tra le armi sequestrate e i proiettili trovati sulla scena.
Dettagli sui reperti
Le armi sequestrate non sono state modificate: il Weihrauch rispetta il limite legale di 7,5 joule, con una potenza di circa 1,75 m/s. Il proprietario ha dichiarato di averle comprate per “hobby” e non per difesa personale. Il titolare dell’armeria, Alfonso Dragoni ha sottolineato che l’acquisto è avvenuto mostrando solo il documento d’identità, come previsto dalla normativa europea.
Le vittime: testimonianze e conseguenze
Cristina Stillitano, giornalista e scrittrice di 49 anni, è stata operata al CTO e dimessa il 17 settembre con una prognosi di 21 giorni di recupero. Nel corso dell’intervista rilasciata a Rau 2 ha dichiarato: “Quando ho saputo che l’uomo che mi ha sparato si era costituito, ho provato inizialmente sollievo, poi grande sconcerto perché è ancora libero di girare e, potenzialmente, di sparare di nuovo.” Angela Perrone, invece, ha riportato solo un livido al polpaccio sinistro e ha presentato denuncia, sottolineando il timore di un possibile ripetersi dei fatti.
Identità del sospetto e motivazioni dichiarate
Il presunto cecchino, identificato come Edoardo Ciardiello Crescimanno 50enne disoccupato ma proveniente da una famiglia benestante, è stato denunciato a piede libero per lesioni aggravate. In sede interrogativa ha ammesso di aver sparato “dieci volte, per divertimento”, precisando che non aveva intenzione di colpire persone specifiche, ma che il bersaglio era “qualunque passante”. Ha inoltre affermato di non aver voluto colpire anziani o bambini e di essere sceso in strada per soccorrere la giornalista, ma di essere tornato subito al suo appartamento.
Il profilo psicologico
Secondo gli inquirenti, la condotta del 50enne potrebbe derivare da noia e dalla ricerca di stimoli, dato il suo stato di disoccupazione prolungata. La mancanza di un lavoro stabile e l’accesso a una rendita familiare derivante da un ristorante vicino alla Fontana di Trevi hanno probabilmente favorito la disponibilità di tempo libero, trasformato in una pericolosa forma di intrattenimento.
Indagini, procedimenti e prossimi sviluppi
Le indagini hanno consentito di ricostruire la traiettoria dei proiettili grazie a tecniche di ricostruzione tridimensionale. I carabinieri hanno individuato l’armeria di acquisto, verificato la regolarità delle armi e sequestrato tutti i dispositivi collegati. L’uomo è attualmente trattenuto nella caserma dei carabinieri di San Pietro, assistito dal suo avvocato Giampaolo Balzarelli. Se la guarigione di Stillitano dovesse richiedere più di 40 giorni, l’accusa potrebbe essere rivalutata in lesioni gravi, con la possibilità di una misura cautelare più restrittiva.
Reazioni della comunità
Il marito di Stillitano ha definito l’intera vicenda “una bomba nel quartiere”, esortando le autorità a non smettere le indagini. I residenti, preoccupati per la sicurezza dei passanti, chiedono un potenziamento del controllo sul territorio, temendo che il sospetto possa ricominciare a sparare. L’Assoarmieri ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile, sottolineando la responsabilità delle armi a fuoco anche quando sono di libera vendita.



