Emma Bonino, la storica leader radicale e fondatrice di +Europa, è stata ricoverata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito di Roma nella serata di lunedì 7 settembre 2026. La notizia ha scosso il mondo politico e civile, suscitando immediate reazioni di solidarietà.
La 78enne politica, nota per il suo impegno instancabile nei diritti umani e civili, è stata trasportata in ambulanza con problemi respiratori. Secondo le prime informazioni, Bonino non si è sentita bene a casa e il 118 è stato chiamato per soccorrerla. Attualmente, è vigile e lucida ma i medici stanno monitorando attentamente la sua situazione.
Le condizioni di salute di Emma Bonino
Il medico curante Claudio Santini, ha confermato che Bonino ha subito un peggioramento della funzionalità respiratoria. Nonostante ciò, rimane vigile e lucida. I medici del Santo Spirito hanno deciso di tenerla in ospedale per la notte per monitorare i suoi parametri.
Questo non è il primo ricovero per Bonino. Già a fine 2025 era stata ricoverata nello stesso ospedale in terapia intensiva a causa di un malore. In quell’occasione, i medici avevano escluso una recidiva del tumore diagnosticato nel 2015, attribuendo il malore a un problema metabolico. Dopo una notte in terapia intensiva, era stata trasferita alla Stroke Unit del San Filippo Neri e dimessa dopo una settimana.
La battaglia contro il tumore
La storia clinica di Emma Bonino è segnata da una lunga battaglia contro il tumore. Nel 2015 le era stato diagnosticato un microcitoma polmonare una forma rara e aggressiva di tumore al polmone. Nonostante le lunghissime terapie Bonino non ha mai abbandonato la sua attività politica. Nell’ottobre 2024 era stata nuovamente ricoverata per problemi respiratori, ma era riuscita a superare anche quella crisi.
Il microcitoma polmonare noto anche come small cell lung cancer (Sclc) rappresenta circa il 15% di tutti i tumori al polmone. Le terapie previste includono chirurgiaradioterapia e chemioterapia. Bonino ha affrontato queste sfide con coraggio, continuando a dedicarsi alla sua passione politica.
L’impegno politico e civile di Emma Bonino
Emma Bonino è una delle figure più importanti del radicalismo liberale e del femminismo italiano. La sua vita è stata dedicata alla lotta per i diritti umani e civili. Fin dagli anni ’70, come militante e poi leader radicale, ha sfidato lo status quo battendosi per l’autodeterminazione degli individui.
Bonino è stata in prima linea nelle grandi battaglie civili in Italia, come la campagna per l’introduzione del divorzio e, soprattutto, per la legalizzazione dell’aborto. Il suo impegno è stato così intenso che si è auto-denunciata per aver praticato aborti clandestini, al fine di sollecitare il dibattito pubblico.
La sua carriera politica non si è limitata all’Italia. Bonino è stata anche protagonista della scena internazionale della diplomazia umanitaria e della giustizia internazionale. Parla sette lingue, tra cui l’arabo e ha conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere presso l’Università Bocconi di Milano.
Nel 1994, Bonino è stata nominata Commissaria europea per gli Aiuti Umanitari trasformando un ufficio burocratico in una macchina d’intervento rapido e flessibile. Ha gestito crisi complesse e devastanti, come quella dei Grandi Laghi in Africa dopo il genocidio in Ruanda, e ha lavorato sui conflitti nei Balcani imponendo gli aiuti umanitari come priorità assoluta dell’agenda geopolitica comunitaria.
In Italia, Bonino è stata ministro del Commercio Internazionale e delle Politiche europee nel governo Prodi II e ministro degli Esteri nel governo di Enrico Letta. La sua carriera politica è un esempio di impegno costante e dedizione ai valori di libertà e giustizia.
Le reazioni alla notizia
La notizia del ricovero di Emma Bonino ha suscitato immediate reazioni di solidarietà. Carlo Calenda, leader di Azione, ha scritto su X: “La vicinanza mia personale e di tutta la comunità di Azione a Emma Bonino. Tieni duro.”
La comunità politica e civile è in attesa di ulteriori aggiornamenti sulle condizioni di salute di Bonino, augurandole una pronta guarigione e continuando a sostenere il suo impegno instancabile per i diritti e la giustizia.



