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Incendi a Latina: emergenza in città e dintorni il 1° settembre 2026

Un pomeriggio di emergenza a Latina con quattro incendi che hanno impegnato vigili del fuoco, protezione civile e forze dell'ordine. Scopri i dettagli.

Incendi a Latina: emergenza in città e dintorni il 1° settembre 2026

Un pomeriggio di emergenza ha colpito Latina il 1° settembre 2026, con quattro incendi che hanno tenuto impegnate le squadre di soccorso per oltre cinque ore. Le fiamme hanno minacciato strutture cruciali e aree residenziali, mettendo a dura prova i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile.

L’incendio vicino all’Icot: un pericolo per l’ospedale

Un vasto incendio è divampato alle porte di Latina, vicino all’Icot l’ospedale traumatologico del capoluogo pontino. Le fiamme, iniziate intorno all’ora di pranzo, hanno minacciato il parcheggio dell’ospedale e la camera mortuaria. Vigili del fuoco, volontari e addetti alla sicurezza hanno lavorato senza sosta per evitare che le fiamme si propagassero alle autovetture e raggiungessero le strutture ospedaliere.

Il fuoco ha raso al suolo un vivaio dismesso accanto all’Icot, distruggendo decine di palme e altre piante ad alto fusto. Le serre, la cui plastica ha prodotto una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, sono andate completamente distrutte. Le fiamme hanno anche distrutto i campi incolti al di là della Pontina, arrivando fino a via Regione Veneto, dove i volontari della protezione civile hanno impedito che raggiungessero i tralicci dell’alta tensione.

Quattro interventi in un solo pomeriggio

Il 1° settembre 2026, le squadre del Gruppo Comunale sono intervenute quattro volte in poche ore, dal primo pomeriggio al tardo pomeriggio. In totale, poco più di cinque ore di lavoro, con il Mercedes Atego protagonista di quasi tutte le chiamate.

Il primo intervento sulla Cisternense

Verso le 14, sulla Cisternense, la Sala Operativa Unica Permanente della Regione Lazio ha attivato il Gruppo per un incendio sul bordo della strada. È intervenuto il Mercedes Atego, il mezzo polivalente con impianto antincendio da 6.000 litri. Bastano poco meno di mezz’ora, con Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Carabinieri e altri Gruppi comunali sul posto.

L’incendio verso Carano

Nel primo pomeriggio, verso Carano, è arrivata la segnalazione di una colonna di fumo in direzione della Pontina. Sul posto c’erano canneto e vegetazione lungo la strada: il fuoco ha interessato anche terreni incolti. Insieme ai Vigili del Fuoco sono intervenuti la Polizia Locale e altri Gruppi di Protezione Civile. Sono usciti l’Atego e il Land Rover Defender 130, con il modulo antincendio da 600 litri.

L’incendio in via Monfalcone

Verso le 15 e mezza, a Latina, l’intervento più lungo: oltre due ore in via Monfalcone, su un incendio che dagli sterpi è salito alle chiome degli alberi. Oltre ai Vigili del Fuoco, sono presenti Carabinieri, Carabinieri Forestali, Polizia, Polizia Locale e altri Gruppi di Protezione Civile.

L’ultimo intervento a Latina

Verso le 17, l’ultima chiamata a Latina per un incendio di rifiuti in un casale abbandonato. Sul posto sono arrivati anche Carabinieri, Polizia, Polizia Locale e altri Gruppi di Protezione Civile. Basta un’ora scarsa per chiuderlo.

La bonifica: un lavoro lungo e meticoloso

In quasi tutte queste chiamate la parte più lunga non è lo spegnimento: è la bonifica. Dopo che il fronte visibile è passato, sotto la cenere restano braci e radici che covano. I ceppi tengono il calore per ore: basta un colpo di vento e ripartono.

Per questo si bagna a lungo terreno che sembra già spento, si rivolta la cenere, si torna a controllare. È la ragione per cui un incendio “piccolo” può impegnare una squadra per due ore.

Perché in questi giorni succede così spesso

La campagna antincendio boschivo nel Lazio copre l’estate e arriva fino all’autunno. Settembre non è fuori stagione. Dopo i mesi caldi la vegetazione erbacea è secca, e ai margini delle strade basta poco per innescare un fronte. Quanto sia rischiosa una singola giornata lo dice il bollettino di pericolosità per gli Incendi boschivi del Centro Funzionale Regionale, che classifica ogni giorno la nostra zona.

Genzano ricade nella Zona di allerta 9 — Castelli Romani della Regione Lazio. Le attivazioni arrivano dalla SOUP, la Sala Operativa Unica Permanente regionale, che smista le squadre anche fuori dal territorio comunale. È il motivo per cui in un pomeriggio ci si può trovare sulla Cisternense e poco dopo a Latina.

Con queste quattro uscite salgono a 130 gli interventi registrati dal 4 aprile, data di adozione del registro operativo digitale. In tutto oltre 430 ore e 7.682 chilometri. I numeri sono aggregati e anonimi e si consultano nella pagina Open Data.

Chiama il 112 appena vedi fumo o fiamme. È l’unico numero: la centrale smista a Vigili del Fuoco e squadre antincendio. Dai riferimenti utili: strada, chilometro, un edificio riconoscibile, la direzione del fumo.

Non accendere fuochi per sterpaglie o residui di potatura: in campagna antincendio è vietato. Basta poco perché diventi un incendio vero. Non buttare mozziconi dal finestrino. È così che parte gran parte degli incendi di bordo strada.

Se sei vicino alle fiamme, allontanati subito in direzione opposta al fumo e al fuoco, e segui le indicazioni delle squadre di soccorso. Se invece è la tua casa a essere minacciata e non puoi allontanarti in sicurezza, entra in casa e chiudi porte, finestre, persiane e prese d’aria.

Non entrare nell’area già percorsa dal fuoco: restano braci sotto la cenere e alberi instabili. La bonifica non è un lavoro da fare per conto proprio.

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