Il caso dell’attentato a Sigfrido Ranucci, conduttore del programma Report continua a tenere banco. Gli esecutori materiali dell’attentato, arrestati lo scorso 30 giugno, si preparano a chiarire le loro posizioni davanti ai magistrati. Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello e Marika De Filippis, accompagnati dai loro avvocati, sono pronti a rispondere alle accuse e a fornire la loro versione dei fatti.
Le dichiarazioni degli avvocati difensori
Gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori di D’Avino e Passariello, hanno affermato che i loro assistiti sono intenzionati a parlare e a chiarire le accuse contestate dalla procura. “I nostri assistiti vogliono parlare e sono intenzionati a rispondere e a chiarire in merito alle accuse contestate dalla procura”, hanno dichiarato gli avvocati all’Adnkronos.
Secondo i difensori, D’Avino e Passariello ribadiranno di non conoscere Valter Lavitola, l’uomo che ha ammesso di essere il mandante dell’attentato. Inoltre, i due arrestati precisano di aver avuto contatti solo con Gomes Clesio Tavares, ritenuto dagli inquirenti l’intermediario dell’operazione.
Il ruolo di Gomes Clesio Tavares
Gomes Clesio Tavares, noto come il factotum di Lavitola, avrebbe fornito le specifiche indicazioni sull’attentato. Passariello e D’Avino lo conoscevano bene: Passariello era suo vicino di casa a Cicciano, mentre D’Avino lo frequentava durante le serate da buttafuori di feste ed eventi.
Le accuse e le dichiarazioni di Lavitola
Gli arrestati sono accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Finora, i tre uomini, detenuti in carcere, e Marika De Filippis, ai domiciliari, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, rendendo solo dichiarazioni spontanee.
Valter Lavitola, l’ex editore e imprenditore che ha ammesso di essere il mandante dell’attentato, ha sostenuto di averlo fatto per far innalzare il livello di protezione al conduttore di Report. Tuttavia, ha immaginato modalità diverse: non una bomba, ma una serie di colpi di pistola dimostrativi da esplodere contro il muro dell’abitazione di Ranucci.
L’interrogatorio e le prossime udienze
L’interrogatorio degli arrestati è previsto per il 26 agosto 2026. In quella sede, i tre esecutori materiali dell’attentato chiariranno il perimetro del mandato ricevuto da Gomes Clesio Tavares. Inoltre, è attesa per il prossimo 7 settembre l’udienza davanti al Riesame per Valter Lavitola, che renderà dichiarazioni spontanee.
Gli avvocati difensori sono pronti a chiedere un processo con rito abbreviato, semmai cadesse l’insidiosa aggravante della mafia. “I miei clienti non sono camorristi”, sottolinea Pagliarulo, invitando a guardare la luna e non il dito. “Qui abbiamo le ammissioni di un indagato (Valter Lavitola, ndr) che dice di essere il mandante e ne dobbiamo tenere conto”.



