Fiumicino è una città che vive tra due mondi: quello del mare e quello delle rotte internazionali. Qui, la vita scorre tra le onde del litorale e il rumore degli aerei che decollano e atterrano. Per molti, Fiumicino è solo un nome su una carta d’imbarco, ma per chi ci vive è una spiaggia storica, un luogo di tradizioni e incontri.
La vicinanza all’aeroporto ha creato una categoria di bagnanti unica: quelli che arrivano con il volo poche ore dopo. Arrivano dai B&B e dagli hotel della zona, fanno un bagno e poi ripartono. Altri si fermano qualche giorno prima di raggiungere Roma. La connessione tra la spiaggia, l’aeroporto e la Capitale è un’attrazione che non passa inosservata.
I visitatori di Fiumicino
La spiaggia di Fiumicino attira visitatori da lontano. Un tempo, qui si incontravano personaggi illustri come Pier Paolo Pasolini e Sergio Citti. Oggi, accanto ai romani che continuano a sceglierla estate dopo estate, sulla sabbia si incrociano sempre più spesso turisti stranieri. Spagnoli, polacchi, ungheresi, tedeschi: tutti attratti dal fascino di questo tratto di costa.
Ivan, il bagnino del locale Reef Village, racconta di aver visto stranieri di ogni nazionalità. Alcuni vengono per poche ore prima dell’aereo e alla fine ci lasciano persino i teli che hanno comprato per stare in spiaggia. Durante la settimana, a occupare lettini e ombrelloni sono soprattutto i residenti; nel weekend arrivano in massa i romani. Ci sono famiglie che vengono nella stessa spiaggia da venticinque o trent’anni. Ormai li conosco tutti. Il mio preferito? Un signore di 94 anni che arriva sempre alla stessa ora e si posiziona sempre nello stesso punto.
Il buon cibo di Fiumicino
Poi c’è un’altra categoria di visitatori a Fiumicino, quelli che non vengono neppure per fare il bagno. Arrivano in giacca e camicia, per un pranzo di lavoro o un meeting, d’estate come d’inverno. Il richiamo è il pesce. Basta spostarsi verso il porto per capire perché: reti sulle banchine, pescatori al lavoro, barche che entrano ed escono dal canale e il pescato che dal porto arriva direttamente alla tavola dei ristoranti.
Gli indirizzi dove andare a mangiare sono tanti, e alcuni sono diventati una destinazione gastronomica a sé: dallo stellato Michelin Gianfranco Pascucci ad Amelindo, aperto nel 1969 e oggi guidato da Massimiliano Mazzuca. Per lui il ristorante è una storia di famiglia: ci è praticamente nato e dal 2008, dopo la scomparsa del padre, lo porta avanti in prima persona. Il menù cambia seguendo quello che offre il porto. La richiesta è soprattutto per il pesce locale, la paranza. Avere qui la flotta peschereccia ci permette di lavorare bene. Una tradizione che non impedisce di sperimentare: accanto allo storico ristorante oggi c’è anche una proposta di sushi.
L’anima autentica di Fiumicino
Fiumicino conserva soprattutto l’anima di un paese. La sua forza è forse proprio quella di non essersi mai trasformata completamente in una località da cartolina. Villette basse e case a schiera, farmacie, supermercati, piccoli negozi, alcuni bar rimasti quasi intatti dagli anni Sessanta con le vecchie insegne ancora al loro posto. Poi le ciambelle vendute sulla battigia, le pannocchie arrostite, l’arrotino che affila in strada i coltelli dei locali. Tutto a pochi chilometri da uno degli aeroporti più trafficati d’Europa.
È una dimensione verace, autentica, per nulla costruita per essere instagrammabile, dove ci si conosce ancora per nome. Certo, poi ti giri e trovi una famiglia americana con le maglie anti-UV a maniche lunghe e rigorosamente senza telo per il mare. Ma basta chiacchierare un po’ e si fa amicizia. Amy, una fiumicinese doc, racconta di aver sempre vissuto qui e di aver attraversato la strada anche senza ciabatte, scalza. Niente telefono, niente chiavi: faceva il bagno e tornava. Accanto a lei c’è Giancarlo, 70 anni, ex camionista e suo vicino di casa. Nella vita ha macinato chilometri tra Francia, Spagna, Germania, Austria, Belgio e Svizzera; adesso che è in pensione il viaggio è decisamente più breve: fino alla spiaggia.
Poco più in là c’è chi questa battigia la percorre da oltre mezzo secolo. Si chiama Pasqualino e a Fiumicino non ha bisogno di presentazioni. Granita e cocco, avanti e indietro sotto il sole. Ha cominciato così e non ha più smesso. Oggi ha 60 anni ed è diventato una piccola istituzione del lungomare: lo fermano, lo salutano, qualcuno gli chiede anche una foto. Ma oltre ai local ci sono soprattutto i romani: Rosalba parte da Ponte Mammolo e a Fiumicino viene tutti i giorni da 35 anni. Il legame nasce ancora prima: Mio padre ci ha cresciuto laggiù, al Vecchio Faro. Io qui mi sono sempre trovata bene.
Incendio a Maccarese: panico tra i bagnanti
Un incendio è divampato questa mattina allo stabilimento La Rambla a Maccarese, in provincia di Roma. La colonna di fumo, favorita dal vento, si è spinta sino ai lidi vicini, causando apprensione tra i tanti bagnanti presenti sulle spiagge del litorale di Fiumicino. Dalle prime informazioni raccolte, il rogo sarebbe partito dalla cucina per poi propagarsi all’intera struttura e sta minacciando anche i lidi vicini.
Impressionanti le immagini scattate dai bagnanti, con la colonna di fumo ben visibile dal litorale a nord di Roma, anche a chilometri di distanza. Giorgio Rebustini, assistente bagnanti dello stabilimento balneare Creuza de Ma, ha raccontato i primi istanti dell’incendio: Abbiamo visto del fumo uscire dal comignolo del ristorante La Rambla. In un primo momento sembrava soltanto fumo. Il tempo di girarmi e ho visto le fiamme. Insieme al bagnino Piero Mastino, sono corso sotto al ristorante. Poi sono intervenuti tutti: non c’è stata una persona che non abbia dato una mano, chi con gli estintori, chi con l’acqua. Ma il fuoco era talmente forte che, essendo la struttura fatta di paglia e legno, le fiamme continuavano ad alimentarsi anche per il vento.
Sul fronte della viabilità, causa incendio, il fumo ha creato disagi alle strade adiacenti sino ad arrivare a ridosso dell’autostrada aeroporto di Fiumicino. Proprio sull’A91 il traffico risulta rallentato, con riduzione di carreggiata, nel tratto compreso tra lo svincolo dello scalo aeroportuale e l’allacciamento dell’A12 Roma-Civitavecchia. Decine le richieste d’intervento al 112 a partire dalle 10:00 di questo giovedì 13 agosto. Sul posto numerosi mezzi di soccorso: cinque squadre dei Vigili del Fuoco, carabinieri e polizia locale, impegnati nelle operazioni di spegnimento dell’incendio e nella messa in sicurezza della zona. Presente anche il personale del 118. Non risultano esserci persone coinvolte. L’area è stata dichiarata inagibile, indagano i militari della stazione di Fregene.
Il comune di Fiumicino, in una nota, ha comunicato lo scoppio del vasto incendio, Il sindaco della cittadina aeroportuale, Mario Baccini, a sua volta ha commentato: Ho potuto verificare la portata dei danni causati dalle fiamme e confrontarmi sulle misure da adottare a seguito dell’accaduto. Ho voluto essere personalmente presente anche per esprimere la mia vicinanza e quella dell’amministrazione comunale ai gestori, duramente colpiti dalle conseguenze dell’incendio. La cosa più importante, nonostante la gravità di quanto accaduto, è che nessuno sia rimasto ferito.
Incendio in zona Piana del Sole: chiusa Roma-Fiumicino
Diverse pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale sono impegnate in zona Piana del Sole, al confine con il comune di Fiumicino, a seguito di un vasto incendio che sta interessando la zona con più focolai. L’intervento è scattato poco prima delle ore 16, quando è stata segnalata la presenza di sterpaglie e legname in fiamme nei pressi della rotatoria di via Cristoforo Sabbadino, in direzione Fiumicino.
Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’XI Gruppo Marconi della Polizia Locale, insieme ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile. A causa dell’estensione dell’incendio è stata disposta la chiusura della Roma-Fiumicino. Le fiamme stanno interessando anche l’area della Nuova Fiera di Roma. Predisposti da parte della Polizia Locale i necessari servizi di messa in sicurezza della zona e di gestione della viabilità a largo raggio.
Sulla linea Roma – Fiumicino Aeroporto, dalle ore 16,10, la circolazione ferroviaria è sospesa tra Ponte Galeria e Fiumicino Aeroporto. Nelle stesse ore si è propagato un altro vasto incendio a ridosso della Roma-Fiumicino, in via Isacco Newton, all’interno del raccordo: le fiamme sono divampate a distanza di circa quattro chilometri dall’incendio di Piana del Sole e hanno costretto le squadre di vigili del fuoco e dei volontari della protezione civile a moltiplicare gli sforzi mentre a Piana del Sole si è reso necessario anche l’intervento di un elicottero.
Ancora difficile capire l’origine delle fiamme ma su tutti questi incendi che da giorni divampano in diversi punti alla stessa ora, fra le 14 e le 16, si allunga l’ombra del dolo. Ormai siamo da tre settimane costantemente sotto pressione – spiega Marco Lorentini presidente dell’associazione Giannino Caria fra le principali formazioni di protezione civile nella capitale – difficilmente questi incendi hanno una origine naturale: ogni giorno iniziano fra le 14 e le 16 e sono incendi che vanno avanti fino a tarda serata. I nostri volontari sono stremati per la frequenza quotidiana e le risorse iniziano a essere limitate.
Anche Angelo Vastola assessore del Municipio XI ai Piani di zona punta il dito sul dolo. Sono incendi che hanno poco di spontaneo, bisogna capire se c’è un piromane o qualcuno che innesca questi incendi, non è una zona facile da controllare, ringraziamo le forze dell’ordine e i vigli del fuoco.



