La crisi migratoria a Ceuta ha raggiunto un punto critico, scatenando un acceso dibattito tra Italia e Spagna. La situazione è diventata così tesa che l’Italia ha deciso di sospendere temporaneamente gli accordi di Schengen con la Spagna, reintroducendo i controlli alle frontiere aeree e marittime. Questa misura preventiva è stata presa per fronteggiare il rischio di una nuova ondata migratoria e di possibili minacce alla sicurezza.
La decisione italiana ha suscitato una forte reazione da parte del governo spagnolo, che ha accusato Roma di aver drammatizzato la situazione. Tuttavia, i dati raccolti dai servizi di intelligence indicano che il rischio di terrorismo islamista a Ceuta è concreto, con una possibile regia dietro la mobilitazione sociale per una nuova ondata migratoria.
La situazione a Ceuta e le tensioni diplomatiche
La crisi a Ceuta è esplosa quando circa 60.000-70.000 persone hanno cercato di entrare nell’exclave spagnola in Nordafrica, superando i confini terrestri e marittimi con il Marocco. Questo massiccio afflusso ha portato a un bilancio tragico di 142 morti, con il recupero di ulteriori corpi nelle acque di Ceuta. La Guardia Civil spagnola ha recuperato il corpo di un uomo al largo di Ceuta, portando a 83 il numero delle vittime accertate.
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato che la sospensione di Schengen è una misura necessaria per proteggere i confini europei. Tajani ha sottolineato che la Spagna non ha gestito adeguatamente la crisi, permettendo a migliaia di migranti sub-sahariani di entrare a Ceuta. Questi migranti, non potendo essere rimpatriati, rappresentano un rischio significativo per la sicurezza dell’Unione Europea.
Il rischio di terrorismo e le misure di sicurezza
Un dossier dei servizi di intelligence, condiviso con Palazzo Chigi, ha evidenziato il rischio concreto di terrorismo islamista a Ceuta. Il rapporto indica che la mobilitazione sociale per una nuova ondata migratoria è alimentata da utenti di TikTok che inviano link a gruppi Facebook, con numeri telefonici provenienti da vari paesi, tra cui USA, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal. Questo suggerisce una possibile regia dietro la campagna, anche se non è ancora attribuibile a un attore specifico.
I gruppi monitorati sono utilizzati anche da trafficanti di esseri umani, e c’è il rischio che Ceuta diventi un centro di radicalizzazione e reclutamento jihadista. La vicina Fnideq, in Marocco, è stata spesso interessata da operazioni antiterrorismo congiunte tra Spagna e Marocco per smantellare reti jihadiste transfrontaliere. Madrid ha rafforzato il dispositivo di sicurezza con una barriera galleggiante di circa 500 metri, due fregate, circa duemila militari e un maggiore impiego di Guardia Civil e Policía Nacional.
Le reazioni dei governi italiano e spagnolo
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti italiano, Matteo Salvini, ha criticato duramente il governo spagnolo, accusandolo di non aver protetto adeguatamente i confini europei. Salvini ha dichiarato che l’Italia sta facendo la sua parte per difendere i confini del continente, mentre la Spagna non lo ha fatto. Ha anche sollevato preoccupazioni sul fatto che tra i migranti potrebbero esserci jihadisti o terroristi pronti a colpire.
Dall’altra parte, la terza vicepresidente del governo spagnolo, Sara Aagesen, ha sottolineato che la crisi migratoria a Ceuta è rimasta circoscritta alla città autonoma e che nessuno è arrivato nella Penisola iberica. Ha auspicato che l’Italia reagisca e comprenda che l’area Schengen non è stata violata. La Spagna ha reintroducido i controlli alle frontiere interne, in porti e aeroporti, per viaggiatori in arrivo dall’Italia, motivando la decisione con la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale.
Le iniziative locali per la convivenza
Nonostante la tensione, ci sono iniziative locali che cercano di rendere la convivenza più sopportabile. Un gruppo di circa 150 sudanesi si è assunto volontariamente parte del lavoro di raccolta dei rifiuti e collabora alla pulizia della spiaggia di El Trampolín. Questi volontari ritengono che, sebbene la situazione sia temporanea, il luogo sia diventato la loro casa e desiderano mantenerlo nelle migliori condizioni possibili. La popolazione di El Trampolín è eterogenea, con africani subsahariani che cercano di adattarsi alla nuova realtà.
La crisi a Ceuta continua a evolversi, con implicazioni significative per la sicurezza e la stabilità dell’Unione Europea. Le tensioni diplomatiche tra Italia e Spagna riflettono le sfide complesse che l’Europa deve affrontare nel gestire la migrazione e la sicurezza delle frontiere.



