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Emergenza migranti a Ceuta: la crisi che minaccia l’Europa

Migliaia di migranti hanno raggiunto Ceuta a nuoto, scatenando una crisi umanitaria e diplomatica. La premier italiana Meloni minaccia di sospendere Schengen con la Spagna.

Emergenza migranti a Ceuta: la crisi che minaccia l’Europa

Ceuta, l’enclave spagnola in Nordafrica, è diventata il teatro di una nuova emergenza migratoria. Migliaia di persone hanno raggiunto la città a nuoto, sfidando le acque del Mediterraneo e le forze di sicurezza. La situazione è esplosa improvvisamente, richiamando alla mente la crisi del maggio 2026, quando oltre 8.000 migranti attraversarono la frontiera in sole 48 ore.

La città, situata sulla costa nord dell’Africa, è un territorio sovrano della Spagna e, Questo la rende una delle mete principali per i flussi migratori provenienti dall’Africa subsahariana e dal Marocco. Le immagini di ragazzi fradici che raggiungono la riva e delle colonne umane lunghe chilometri sulle colline confinanti con Ceuta hanno fatto il giro del mondo, suscitando preoccupazione e dibattito.

La crisi umanitaria a Ceuta

L’Assemblea di Ceuta ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che sollecita la chiusura temporanea della frontiera col Marocco. La crisi è stata definita “la più grave degli ultimi anni”, con migliaia di persone che hanno superato i confini, chi a nuoto e chi a piedi. Ci sono anche vittime, oltre 15 finora. Le autorità iberiche non danno stime ufficiali dei migranti entrati, ma la situazione è chiaramente fuori controllo.

Le forze di sicurezza marocchine non hanno neanche provato a fermare la valanga di persone che nel giro di poche ore hanno raggiunto Ceuta. La crisi richiama quella vissuta nel maggio del 2026, quando almeno 8.000 magrebini entrarono nella città autonoma iberica in Marocco. Ora Madrid è pronta a mobilitare l’esercito per far fronte alla situazione.

Le cause della crisi

Dietro la nuova ondata migratoria ci sono povertà, assenza di prospettive e aspettative alimentate dai social network. Ma non solo. La recente sentenza del Tribunale Supremo spagnolo, che esclude i respingimenti immediati per chi raggiunge l’enclave a nuoto, ha alimentato, insieme alle reti dei trafficanti e al tam-tam in Rete, la convinzione che attraversare il confine sia ora più facile.

“Non trovano vie legali. La loro unica possibilità è buttarsi in mare ed entrare a Ceuta”, racconta Ismail El Makdoubi, immigrato e presidente dell’associazione Exmenas. Secondo l’attivista, la crisi sta raggiungendo dimensioni preoccupanti, con numerosi dispersi in mare e la Guardia Civil che ha recuperato almeno sedici corpi di persone annegate.

Le tensioni diplomatiche tra Italia e Spagna

La situazione a Ceuta ha scatenato una crisi diplomatica tra Italia e Spagna. La premier italiana Giorgia Meloni ha dichiarato di essere pronta a sospendere Schengen con la Spagna, aprendo una frattura col governo Sanchez. “Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”, ha scritto Meloni sui social.

La posizione di Palazzo Chigi ha aperto una crisi diplomatica con la Spagna. Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha convocato l’ambasciatore di Italia in Spagna per protesta, definendo “indegno” il messaggio del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.

Cosa cambia per l’Italia

Se l’Italia andrà avanti con la decisione di ripristinare i controlli di frontiera con la Spagna, non ci sarebbe un blocco dei viaggi o una chiusura dei confini. Ci sarebbe però un ripristino dei controlli per chi arriva dalla Spagna in Italia. Negli aeroporti e nei porti italiani, a oggi proprio grazie a Schengen i passeggeri provenienti dalla Spagna passano più dai varchi liberi comunitari. Se Schengen viene sospeso, l’ingresso in Italia non è più libero, ma chi arriva deve sottoporsi ai regolari controlli di polizia.

Diventerebbe tassativo mostrare una carta d’identità valida per l’espatrio o il passaporto per sbarcare in Italia. I cittadini extra-Ue dovrebbero dimostrare la regolarità del proprio soggiorno o visto. Lo spazio Schengen è un’area di libera circolazione che unisce 29 Paesi europei che hanno abolito i controlli alle frontiere interne, permettendo a persone, merci e servizi di viaggiare senza passaporto o barriere fisse.

L’Italia ha sottoscritto l’accordo nel 1990. Ogni giorno circa 3,5 milioni di persone attraversano le frontiere interne per motivi di lavoro, studio o svago, e quasi 1,7 milioni di persone risiedono in un paese Schengen mentre lavorano in un altro. Secondo le stime, gli europei effettuano ogni anno 1,25 miliardi di viaggi all’interno dello spazio Schengen.

È comunque prevista la possibilità di ripristinare i controlli di frontiera all’interno dello spazio Schengen. Si tratta di una decisione da adottare davanti a situazioni di emergenza, come quella attuale.

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