Samuele Spinelli, conosciuto come “Squalo” dagli amici, era un giovane fiorentino di 28 anni con una passione per le moto e la musica rap. Il suo sogno di registrare un video musicale a Barcellona si è trasformato in una tragedia che ha scosso la sua famiglia e la comunità del Galluzzo, dove era cresciuto.
Il 27 maggio 2026, Samuele è partito per Barcellona con l’intenzione di tornare il 4 giugno. Invece, è tornato in una bara 50 giorni dopo, il 28 luglio, dopo un funerale celebrato nella chiesa del Galluzzo. La sua morte è avvenuta dopo un fermo della polizia catalana, i Mossos d’Esquadra e un contenimento prolungato che ha sollevato molte domande.
Il giorno fatale: 29 maggio 2026
Il 29 maggio, Samuele ha trascorso la giornata al mare e ha chiamato sua madre alle 3 del pomeriggio, apparentemente tranquillo. Tre ore dopo, le telecamere di un negozio Zara a Barcellona lo hanno ripreso in stato di agitazione, come se fosse in preda ad allucinazioni. È stato fermato dalla vigilanza privata e da un uomo in borghese, portato in uno stanzino e immobilizzato con le fascette ai polsi.
Sei minuti dopo, sono arrivati i Mossos d’Esquadra che hanno ulteriormente contenuto Samuele. Per 42 minuti, almeno 4 persone, in alcuni momenti addirittura 7, sono state addosso a Samuele, sedute sulle sue ginocchia e sulla schiena. Il caldo nello stanzino e la pressione degli agenti hanno reso la situazione ancora più critica.
L’intervento dei soccorritori e la tragedia
Dopo 42 minuti, i soccorritori hanno trovato Samuele cianotico. Gli è stata somministrata un’iniezione di midazolam un calmante che sembra aver aggravato la sua condizione. Samuele è entrato in arresto cardiaco e ha subito manovre di rianimazione prima di essere portato in ospedale con una febbre alta.
Il giorno successivo, la polizia di Firenze ha informato la famiglia che Samuele era in terapia intensiva. I genitori e un cugino sono volati in Spagna, ma Samuele è stato dichiarato morto il 1° giugno. I medici hanno parlato di cedimento multiorganico ma la presenza di lividi e escoriazioni sul corpo ha sollevato sospetti.
Le indagini e le autopsie
La famiglia di Samuele ha presentato denuncia sia in Spagna che in Italia, portando all’apertura di due inchieste contro ignoti. Sono state eseguite due autopsie, una a Barcellona e una a Firenze, per chiarire le cause della morte. I risultati delle autopsie sono ancora in attesa, ma i familiari chiedono verità e giustizia.
L’avvocato Diego Capano, che assiste la famiglia, ha sottolineato le similitudini con il caso di Abderrahim Fakir, un altro giovane morto in circostanze simili. “Samuele è stato aiutato a morire”, ha dichiarato il cugino Piter Rossi, esprimendo il dolore e la rabbia della famiglia.
Il corpo di Samuele è stato riportato in Italia il 9 giugno e imbalsamato dopo l’autopsia spagnola. È rimasto per un mese in un’agenzia di pompe funebri prima di essere restituito alla famiglia per l’ultimo saluto. La comunità del Galluzzo ha tributato un ultimo addio a Samuele con un corteo di moto, la sua grande passione.
La famiglia continua a cercare risposte e giustizia per Samuele, sperando che la verità emerga dalle indagini in corso. “Ogni giorno cerco e guardo le sue foto, i suoi video, ascolto le sue canzoni”, ha scritto Claudio Spinelli, il padre di Samuele, su Facebook. “Non mi sono rimaste che le foto. Spero di contare su di voi quando chiederò verità e giustizia per Samuele.”



