Il mare di Fiumicino ha restituito il corpo di Roberto Succu, il pescatore di 61 anni scomparso al largo di Focene il 23 luglio. Dopo più di due giorni di ricerche incessanti, coordinate dalla Capitaneria di Porto di roma fiumicino il cadavere è stato trovato sommerso vicino agli scogli nella stessa zona dove era stata avvistata l’imbarcazione alla deriva.
La tragedia ha colpito profondamente la comunità locale, soprattutto gli ambienti legati alla pesca, dove Roberto era una figura conosciuta e apprezzata. Le operazioni di soccorso avevano coinvolto non solo le forze dell’ordine, ma anche numerosi volontari e colleghi del 61enne, che avevano messo a disposizione le proprie imbarcazioni e conoscenze del territorio.
Le circostanze della scomparsa
Tutto è cominciato nella mattinata di giovedì 23 luglio, quando Roberto è uscito in mare all’alba per una battuta di pesca. Poche ore dopo, intorno alle 10:30, un altro pescatore ha notato la sua barca a circa due miglia dalla costa di Focene. L’imbarcazione, con il motore ancora acceso e una cima in acqua, galleggiava senza controllo e senza nessuno a bordo. La scena ha immediatamente fatto scattare l’allarme, attivando una vasta operazione di ricerca.
Le ricerche, coordinate dalla Capitaneria di Porto, hanno visto il coinvolgimento della Guardia Costiera della Guardia di Finanza delle forze dell’ordine e delle squadre di Protezione civile. Anche i sommozzatori della Protezione Civile di Fiumicino e un nucleo della Capitaneria di Porto arrivato da Napoli hanno partecipato alle operazioni, ispezionando i fondali e perlustrando la costa.
Le ipotesi sull’accaduto
Le circostanze della scomparsa di Roberto restano ancora da chiarire. L’ipotesi principale è che il pescatore possa essere caduto in acqua, forse a causa di un malore improvviso. Roberto era conosciuto per la sua esperienza e precisione, con 15 anni di pesca alle spalle. Soprannominato “er ciriola” per il suo carattere schivo e riservato, aveva lasciato il lavoro in aeroporto per dedicarsi completamente alla pesca.
Le ricerche e il coinvolgimento della comunità
Le ricerche si sono concentrate nel tratto di mare compreso tra Focene e Fregene, estendendosi fino a Palidoro, seguendo la possibile direzione delle correnti verso nord. Le operazioni hanno coinvolto anche mezzi aerei e unità subacquee dotate di strumentazioni specialistiche. La comunità locale ha risposto con grande solidarietà, con numerosi pescatori e amici di Roberto che hanno partecipato attivamente alle ricerche.
Ieri sera si era diffusa la notizia del possibile ritrovamento di un corpo in mare, che poi si è rivelata essere una canoa semi-sommersa. Questa mattina, i familiari di Roberto hanno lanciato un appello, chiedendo a chiunque disponesse di un’imbarcazione di unirsi alle ricerche per trovare il loro caro. La tragedia ha lasciato un segno profondo nella comunità di Fiumicino, dove Roberto era molto amato e rispettato.



