L’Italia è al centro di un’ondata di caldo record che sta colpendo l’intera Europa. Oggi, lunedì 29 giugno, il nostro Paese raggiungerà il picco di questa anomalia termica con temperature che sfioreranno i 41°C in alcune zone. Ma non durerà a lungo: già nei prossimi giorni sono attesi temporali intensi che porteranno un po’ di refrigerio.
L’ondata di caldo ha già frantumato numerosi record in Europa. In Germania, la località di Drewitz ha registrato un picco di 41,5°C, stabilendo il nuovo record storico assoluto per il Paese. Anche la Danimarca ha vissuto la giornata più calda della sua storia, con 37,0°C a Ødum. La Francia e la Svizzera non sono state risparmiate, con temperature che hanno superato i 40°C in diverse località.
Le città italiane in allerta
Secondo l’ultimo aggiornamento del bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, diverse città italiane sono in allerta rossa. Tra queste: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Domani si aggiungeranno anche Cagliari, Catania e Trieste.
Le temperature più elevate si registreranno in Valpadana, dove si toccheranno picchi di 39/41°C. Anche le zone interne tirreniche e sarde, il Tavoliere e localmente in Sicilia vedranno temperature elevate. La sofferenza del territorio è evidente soprattutto ad alta quota: sul ghiacciaio della Marmolada, a oltre 3.000 metri di altitudine, la temperatura si mantiene costantemente sopra lo zero termico da ormai dodici giorni consecutivi.
Temporali in arrivo
Il rovente anticiclone si indebolirà progressivamente nel corso della settimana, favorendo l’ingresso di correnti più fresche dal Nord Atlantico. Questo contrasto termico porterà alla formazione di rovesci e temporali che localmente risulteranno di forte intensità, accompagnati da grandinate e colpi di vento.
Tra lunedì e martedì i primi fenomeni intensi sono attesi su Alpi, Prealpi e Appennino, in locale sconfinamento anche su Valpadana centro-occidentale e aree interne tirreniche. Mercoledì è poi atteso il passaggio di una perturbazione più organizzata diretta verso i Balcani, che porterà temporali e rovesci più diffusi al Nord, ma localmente anche su Appennino e regioni adriatiche. Giovedì l’instabilità si concentrerà al Centro con fenomeni specie sul versante adriatico (Romagna compresa) ma anche su parte del Sud, mentre venerdì la perturbazione dovrebbe coinvolgere più direttamente il basso versante tirrenico e la Sicilia.
I temporali e il passaggio della perturbazione porteranno un po’ di refrigerio, con massime in calo soprattutto da mercoledì-giovedì. Da metà settimana i valori diurni si porteranno a tratti sotto i 30°C al Nord-Est e sulle regioni adriatiche, mentre faticheranno un pochino di più a scendere al Nord-Ovest, sulle tirreniche e nelle zone interne delle isole, dove si avranno ancora picchi di 33-35°C. Il tutto sarà accompagnato da un’intensificazione della ventilazione, in particolar modo al Centro-Sud, che dovrebbe ulteriormente accentuare il calo termico.
I rischi associati ai temporali
Il forte contrasto termico tra l’aria fresca in ingresso e lo strato caldo e umido preesistente solleverà violentemente l’aria verso l’alto, creando le condizioni ideali per la nascita di supercelle capaci di generare grandine di grosse dimensioni. Massima attenzione va posta anche al rischio di downburst si tratta di violente raffiche di vento lineari che scendono perpendicolmente dal temporale, espandendosi orizzontalmente a velocità che possono superare i 100 km/h, provocando danni simili a quelli di una tromba d’aria.
Il danno, ormai, è fatto. Con un mare così bollente e un’atmosfera altrettanto surriscaldata, è del tutto utopistico sperare in un netto e duraturo calo termico su scala nazionale. Certo, nei prossimi giorni percepiremo un po’ di refrigerio e una parziale flessione delle temperature, ma si tratterà di un sollievo relativo dovuto semplicemente al fatto che veniamo da un periodo meteo letteralmente folle dal punto di vista termico.
La tregua, di fatto, si preannuncia brevissima. L’inerzia termica del sistema è enorme e le proiezioni a medio termine indicano che questa parentesi instabile non lascerà tracce durature: già dal prossimo fine settimana il grande caldo potrebbe tornare a impossessarsi della Penisola, ripristinando condizioni di piena stabilità atmosferica.



