Walter Sabatini, noto ex dirigente sportivo, ha condiviso un racconto intenso e personale durante un’intervista al podcast One More Time. Il suo viaggio attraverso la malattia e la riabilitazione è un esempio di resilienza e determinazione.
Sabatini ha iniziato il suo racconto parlando dell’attacco respiratorio che lo ha colpito improvvisamente. Il medico della Roma che era anche il suo medico personale, ha subito compreso la gravità della situazione. Durante il trasporto in ospedale, la dottoressa dell’ambulanza ripeteva: “non ce la fa, non ce la fa”.
I 25 giorni in coma farmacologico
Sabatini è stato ricoverato in terapia intensiva e ha trascorso 25 giorni in coma farmacologico. Durante questo periodo, ha descritto di sentirsi “altrove” convinto di essere morto. Ha avuto visioni che lo hanno spaventato, ma che considerava transitorie. Tra queste, ha visto Madre Teresa di Calcutta che non voleva essere toccata.
Un’altra paura ricorrente era quella degli infermieri, che credeva volessero ucciderlo. Ogni volta che un infermiere si avvicinava, provava un’agitazione intensa. Questo periodo è stato estremamente difficile, non solo per le condizioni fisiche, ma anche per le conseguenze psicologiche.
Il difficile risveglio
Il risveglio dal coma è stato altrettanto complesso. Sabatini ha descritto di sentirsi “un ebete” subito dopo il risveglio e ha impiegato due mesi per tornare alla lucidità completa. Questo processo di recupero ha messo a dura prova la sua resilienza e la sua determinazione.
La vita dopo il coma
Oggi, Sabatini affronta una nuova sfida: la paura di uscire di casa. Ha confessato di rimanere chiuso in casa per mesi, sentendosi insicuro e vulnerabile. La paura di essere visto in difficoltà, ad esempio non riuscendo ad alzarsi da solo, lo devasta. Questo contrasto con la vita attiva e dinamica che ha sempre condotto lo ferisce profondamente.
Nonostante tutto, Sabatini guarda al futuro con determinazione. “Io voglio essere vitale: vivo e vitale” ha dichiarato. Non si accontenta di essere solo vivo, ma desidera tornare a fare cose belle e importanti, sia in prima persona che attraverso gli altri. La sua storia è un esempio di come la resilienza e la determinazione possano aiutare a superare anche le difficoltà più grandi.
Sabatini ha anche parlato della sua infanzia e delle sue esperienze nel mondo del calcio. Ha ricordato con nostalgia i momenti salienti della sua carriera, come l’acquisto di Javier Pastore un colpo di cui è molto orgoglioso. Nonostante i successi, ha espresso rimpianti per alcune scelte della sua vita, sottolineando che, a parte suo figlio, non rifarebbe nulla.
Il suo racconto è un viaggio attraverso le sfide fisiche e psicologiche, ma anche una testimonianza di come sia possibile trovare la forza per andare avanti, anche nei momenti più bui.



