In un condominio romano, pochi secondi fanno la differenza. Un principio d’incendio in cucina o un fumo in tromba delle scale può trasformarsi in un pericolo severo se non si seguono procedure chiare. Questo vademecum mette in fila le azioni essenziali per proteggere se stessi e i vicini, con un focus su chiamate di emergenzaevacuazione e impiego dell’estintore. Ogni passaggio è pensato per il contesto urbano di Roma, dove la densità abitativa e i palazzi storici impongono attenzione a scale, uscite e porte tagliafuoco.
La priorità è ridurre l’esposizione al fumo, allertare i soccorsi e coordinare i condomini. Servono poche regole, ben memorizzate e ripetute nelle prove di evacuazione. Di seguito, la sequenza consigliata, i comportamenti da adottare piano per piano e le verifiche periodiche per mantenere scale, uscite e impianti in condizioni sicure.
Chiamate di emergenza: cosa dire a 112 e 115 a Roma
La prima mossa è allertare i soccorsi. A Roma si può comporre il 112 (Numero Unico Europeo) o direttamente il 115 per i Vigili del Fuoco. La chiamata deve essere breve ed efficace: indicare indirizzo completo con scala e interno, punto esatto del fumo o delle fiamme, presenza di persone bloccate o con mobilità ridotta e se ci sono bombole o quadri elettrici coinvolti. Restare in linea se richiesto e seguire le istruzioni dell’operatore. Chi è in sicurezza può informare il referente condominiale per aprire cancelli e facilitare l’accesso dei mezzi.
- 112: smista la chiamata all’ente competente e coordina i soccorsi.
- 115: contatto diretto con i Vigili del Fuoco, utile per segnalazioni tecniche.
- Non chiamare numeri non ufficiali; evitare linee intasate con richiami ripetuti.
Evacuazione sicura: scale, fumo e ascensori nei palazzi
L’evacuazione va calibrata sul fumo. Se il corridoio o la tromba delle scale è invasa, restare nell’appartamento può essere più sicuro: chiudere porte, sigillare fessure con panni bagnati, affacciarsi alla finestra per segnalare la posizione. Se la via è libera, scendere le scale con calma, mano sul corrimano, respirando dietro a un panno umido vicino al pavimento dove l’aria è più pulita. Vietato usare l’ascensore. Evitare di aprire porte calde: il calore indica fuoco oltre la soglia. Chi abita ai piani alti deve considerare le scale esterne se presenti, mantenendo la porta di casa chiusa per rallentare il fumo.
- Controllare la presenza di fumo dietro lo spioncino; toccare la maniglia con il dorso della mano.
- Se sicuro, uscire chiudendo la porta a chiave ma senza bloccarla; non perdere tempo con oggetti.
- Scendere fino al punto di raccolta stabilito e fare l’appello dei presenti.
Estintori: scegliere, usare e quando fermarsi
Un estintore usato bene può spegnere un principio d’incendio; usato male mette a rischio. In condominio conviene avere estintori a polvere da 6 kg nelle parti comuni e un estintore domestico in casa. Prima di intervenire, verificare la via di fuga libera alle spalle e la distanza dalle fiamme. Ricordare l’acronimo PASS Pinta la sicurezza (sfilare la spina), A zione sulla leva, S elezionare la base della fiamma, S postarsi lateralmente avanzando. Mai usare acqua su oli o impianti elettrici: preferire polvere o CO2. Se il getto non riduce visibilmente le fiamme in pochi secondi, arretrare e chiudere la porta: la priorità torna all’evacuazione.
- Estintori consigliati: polvere ABC 6 kg per scale; schiuma/CO2 per quadri elettrici e cucine.
- Posizionamento: lungo i percorsi, a vista e a circa 1 m da terra, con segnaletica.
- Controllo visivo mensile: manometro in verde, sigilli integri, cartellino aggiornato.
Piano d’emergenza condominiale: ruoli, istruzioni e comunicazioni
Anche senza obblighi complessi, un piano d’emergenza interno è decisivo. Va fissato in bacheca e condiviso via chat condominiale. Definire un coordinatore (anche a rotazione) che, in attesa dei soccorsi, verifica l’evacuazione, apre varchi e raccoglie informazioni. Stabilire un punto di raccolta esterno (marciapiede opposto o cortile) e percorsi alternativi. Inserire numeri utili (112, 115, amministratore), la mappa delle uscite, la posizione di estintori e quadri elettrici. Prevedere istruzioni dedicate per anziani, persone con disabilità e famiglie con bambini: accompagnatori designati, sedie leggere sui pianerottoli e campanelli di allerta porta a porta.
- Redigere una scheda per ogni piano con elenco degli occupanti e eventuali esigenze speciali.
- Organizzare almeno due prove di evacuazione l’anno, anche rapide, negli orari più critici.
- Conservare un registro degli interventi e delle anomalie rilevate durante le esercitazioni.
Verifiche periodiche: scale, uscite, porte e illuminazione
La sicurezza non è solo reattiva: serve manutenzione costante. Le scale devono essere sgombre da biciclette e ingombri; i corrimano solidi; i gradini antisdrucciolo integri. Le uscite devono aprirsi a spinta, senza serrature doppie a chiave durante il giorno. Le porte tagliafuoco (se presenti) vanno mantenute chiuse, con chiudiporta funzionanti. L’illuminazione di emergenza dei vani scala e dei corridoi deve attivarsi in blackout: test trimestrali con pulsante o prova di interruzione elettrica, sostituendo le batterie a fine vita. La segnaletica delle vie di fuga dev’essere ben visibile e non coperta da arredi o volantini.
- Estintori e idranti: manutenzione semestrale da tecnico abilitato, con cartellino timbrato.
- Quadri elettrici: protezioni integre, nessun materiale combustibile nei pressi, etichette leggibili.
- Locale rifiuti: contenitori chiusi, divieto di stoccaggio di liquidi infiammabili; ventilazione adeguata.
Quando restare in casa e quando evacuare: criteri pratici
Non esiste una regola unica, ma alcuni indizi guidano la scelta. Restare in casa è preferibile se le scale sono piene di fumo o calore e la porta d’ingresso è fredda al tatto: sigillare e segnalare. Evacuare è praticabile se il percorso è libero e visibile, senza fumo intenso. In entrambi i casi, avvisare i Vigili del Fuoco della decisione e della posizione. Chiude la catena della sicurezza la cura reciproca tra vicini: bussare alle porte adiacenti, aiutare chi ha difficoltà, controllare i pianerottoli. Meno panico, più informazioni: l’obiettivo è arrivare tutti, in ordine, al punto di raccolta o alla finestra in attesa dei soccorsi.



