La vicenda della nuova stazione ferroviaria di Colle Fiorito a Guidonia Montecelio ha assunto un ruolo più politico che tecnico, con polemiche che si concentrano su parcheggi a pagamentopossibile chiusura della vecchia fermata e l’entrata in funzione del nuovo scalo prevista per il 5 luglio. Le reazioni più nette arrivano da un fronte trasversale: il Partito Democratico, Forza Italia e la Lega hanno diffuso un comunicato comune per contestare la gestione messa in campo dall’amministrazione comunale.
Nel confronto pubblico emergono anche osservazioni tecniche sollevate da esponenti del Pd e dai tecnici coinvolti nei tavoli con RFI e Italferr, ma la disputa si concentra rapidamente sulla dimensione sociale ed economica: secondo l’opposizione, la scelta di rendere a pagamento i parcheggi attorno al nuovo scalo rischia di trasformare un’opera di mobilità in un onere per pendolari, studenti e commercianti.
Accuse all’amministrazione: parcheggi, gratuità parziale e appello all’azione
I gruppi consiliari di Pd, Forza Italia e Lega hanno definito la situazione «tragica per le tasche e la vita quotidiana» dei cittadini. Al centro della critica c’è la decisione di rendere a pagamento la maggior parte delle aree di sosta attorno alla nuova infrastruttura, lasciando soltanto una quota limitata di posti gratuiti. I rappresentanti dell’opposizione considerano questa opzione un compromesso insufficienteuna soluzione che scarica i costi su chi utilizzerà la stazione quotidianamente.
Nel comunicato congiunto si chiede il ritiro della delibera sui parcheggi e si invita la cittadinanza e i comitati locali a sostenere la protesta. Gli esponenti politici chiedono esplicitamente che il sindaco Lombardo e l’assessore Torresi rivedano la scelta e rendano i posti di sosta totalmente gratuiti, argomentando che un’infrastruttura pubblica di questo tipo non debba diventare un «bancomat».
Il nodo della vecchia stazione: tecnico o politico? Il ruolo di RFI e Italferr
Parallelamente alla protesta sui parcheggi è emerso un secondo fronte di controversia: la sorte della fermata di Guidonia Centro. Il consigliere comunale Pd Mario Lomuscio ha chiarito la propria posizione, ribadendo che il Partito Democratico non è contrario al potenziamento del servizio, ma protesta contro l’ipotesi di eliminare lo scalo centrale.
Durante i tavoli tecnici, a cui hanno partecipato componenti dell’amministrazione e i tecnici di RFI e Italferrsarebbe stato confermato che la convivenza tra la nuova stazione e la vecchia fermata è tecnicamente fattibile. Secondo Lomuscio, la chiusura sarebbe quindi una scelta politica ed economica, non una necessità tecnica. Sostiene la proposta di mantenere entrambe le fermate per non penalizzare il centro cittadino, i pendolari e il commercio locale.
Implicazioni per il territorio
La possibile chiusura della fermata in centro viene vista come un segnale negativo per chi abita e lavora nel quartiere: studenti e lavoratori pendolari perderebbero un punto di accesso strategico, mentre le attività commerciali temono flussi di clientela ridotti. L’opposizione accusa quindi l’amministrazione di «arrendersi» davanti a RFI, invece di negoziare il mantenimento del servizio.
La contesa politica: dalla pianificazione alle urne
Oltre agli aspetti tecnici ed economici, la vicenda ha assunto fin da subito una forte valenza politica. Osservatori locali notano come la disputa sulla stazione sia diventata un terreno di scontro che anticipa posizionamenti elettorali: trasformando questioni di programmazione in temi di campagna, i partiti cercano visibilità e consenso. Questo muta la natura del dibattito, che da confronto sulla meritevolezza dell’opera diventa campo per schieramenti e slogan.
La polarizzazione del dibattito rischia di semplificare problemi complessi: atti amministrativi, cronoprogrammi e decisioni tecniche vengono spesso riformulati a uso politico, con effetti sulla percezione dei cittadini. L’attivazione del nuovo scalo il 5 luglio resta l’elemento temporale concreto attorno al quale ruotano le proteste e le richieste di chiarimento.
In questo quadro, la richiesta esplicita dell’opposizione è duplice: da un lato ottenere la gratuità dei parcheggi attorno alla stazione, dall’altro evitare la cancellazione della fermata di Guidonia Centro. Il tema resta aperto e destinato a influenzare i prossimi confronti in Consiglio comunale e nelle piazze cittadine, mentre l’amministrazione comunale è chiamata a motivare scelte che combinano vincoli economici, pressioni tecniche e implicazioni sociali.



