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Esami di Stato 2026: a Roma prima prova, contestazioni e protagonisti insoliti

La prima prova della Maturità 2026 si è svolta il 18 giugno a Roma con circa 40mila candidati: cortei e sit-in di studenti contro la riforma d'esame, la scelta delle tracce letterarie e la presenza di maturandi particolari come un ex militare over 75 e il cantante Pupo.

Esami di Stato 2026: a Roma prima prova, contestazioni e protagonisti insoliti

La sessione della Maturità 2026 è iniziata il 18 giugno con la prova di italiano che ha coinvolto migliaia di studenti nella capitale. In molte scuole romane la giornata è stata segnata sia dall’avvio degli scritti sia da presidi e manifestazioni studentesche che hanno portato in piazza rivendicazioni contro le nuove modalità d’esame e contro decisioni ministeriali percepite come punitive.

Nel Lazio sono stati ammessi agli esami oltre 53.000 candidati, di cui circa 40.000 solo a Roma; nel capoluogo sono state attivate circa 1.000 commissioni su un totale regionale di 1.300. L’ammissione ha riguardato più del 97% degli studenti del territorio.

Proteste davanti ai licei e slogan contro il ministero

In diverse scuole romane gruppi di studenti hanno organizzato presidi: la Rete degli studenti medi ha esposto cartelli con la scritta “Aboliamo la maturità. Valditara bocciato” davanti al liceo Plinio Seniore, mentre il collettivo Osa ha inscenato simboliche azioni con il bavaglio davanti a istituti come Rossellini, Cavour, Newton, Ripetta, Plauto, Manara, Virgilio e Peano. I manifestanti hanno denunciato che la riforma dell’esame tende verso una aziendalizzazione della formazione e hanno contestato la norma che prevede la bocciatura per chi osserva la cosiddetta “scena muta” durante il colloquio orale.

Ragioni e slogan delle mobilitazioni

Gli studenti hanno spiegato che il sistema d’esame attuale non risponde alle esigenze di formazione reale: chiedono invece una scuola che formi cittadini consapevoli e non solo lavoratori modulati secondo logiche di mercato. Lo slogan più diffuso nei presidi è stato «Via il bavaglio», in riferimento alle sanzioni previste per chi rifiuta di partecipare al colloquio orale. Le critiche hanno riguardato anche il peso attribuito ai PCTO e alla presentazione delle competenze come se fossero già un colloquio di lavoro.

Le tracce scelte per la prima prova e reazioni

Per la prova di italiano il ministero ha proposto sette tracce suddivise nelle tre tipologie tradizionali: tra gli autori indicati figurano Cesare Pavese con la poesia “Passerò per Piazza di Spagna”, Mario Calabresi con brani tratti da “Alzarsi all’alba” e saggi come quello di Frank Furedi su frontiere e confini. Altre proposte includevano un estratto dal discorso d’insediamento di Giuseppe Saragat e testi di divulgazione scientifica. Su alcune piattaforme social sono emerse polemiche sulla presenza di pochi autori donna tra le tracce e sull’effettiva inclusione nel programma di alcune opere.

Modalità e obiettivi della prima prova

La prova aveva lo scopo di verificare competenze di comprensione, analisi e produzione scritta ed è stata concepita per offrire opzioni diverse (analisi del testo, testo argomentativo, tracce di attualità) in modo da valorizzare sensibilità e conoscenze differenti. I candidati hanno avuto a disposizione sei ore per completare l’elaborato.

Volti inaspettati tra i candidati e messaggi istituzionali

Oltre ai tradizionali 18-19enni, tra i partecipanti alla prova romana c’erano profili particolari: il 78enne Orazio Rinaldiex tenente colonnello dell’Esercito, ha frequentato le lezioni insieme ai compagni più giovani e ha raccontato la propria esperienza come un arricchimento reciproco; sempre a Roma ha sostenuto la prova anche il cantante Pupo (Enzo Ghinazzi), che ha motivato la scelta come desiderio personale e legato a scelte familiari.

Nel giorno dell’avvio degli esami il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditaraha pubblicato un messaggio di incoraggiamento ai maturandi invitandoli ad affrontare la prova «senza paura» e a valorizzare il proprio percorso di crescita personale, sottolineando l’importanza di ragionare su ciò che si è appreso.

La prima prova è stata quindi solo il primo passaggio: il giorno successivo è prevista la seconda provasu una disciplina caratterizzante per ciascun indirizzo, e nelle settimane seguenti i colloqui orali, ristrutturati nelle modalità e nei contenuti rispetto agli anni precedenti.

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