12 Giugno 2026 🌤 24°

Ritardo del rientro del Papa da Tenerife: Falcon reale sostituisce il volo Iberia

Un guasto tecnico rilevato poco prima del decollo a Tenerife ha obbligato papa Leone XIV a lasciare l'aereo Iberia: dopo l'attesa il re Felipe VI ha messo a disposizione il suo Falcon per riportarlo a Roma; intanto il Papa aveva celebrato una messa con oltre 40mila fedeli e lanciato un appello contro le morti in mare.

Ritardo del rientro del Papa da Tenerife: Falcon reale sostituisce il volo Iberia

La tappa finale del viaggio apostolico in Spagna si è chiusa con un episodio inatteso: poco prima del decollo dall’aeroporto di Santa Cruz de Tenerife un Airbus operato da Iberia ha manifestato un’anomalia tecnica e il pontifex è stato fatto sbarcare. Dopo un breve saluto con il re di Spagna, Felipe VI, e un’attesa nella lounge dell’aeroporto, il Pontefice ha accettato l’offerta del sovrano di rientrare a Roma a bordo del suo Falcon privato. L’incidente ha determinato uno slittamento delle operazioni e il personale vaticano ha previsto rientri separati con un aeromobile sostitutivo.

Il guasto e la gestione dell’emergenza a Tenerife

Il problema è emerso quando il velivolo, immatricolato per il volo che doveva riportare il Papa a Roma, stava per avviare i motori: il comandante ha comunicato che uno dei propulsori non rispondeva come previsto e che il team di manutenzione suggeriva di posizionare l’aereo controvento per tentare un riavvio. Dopo oltre un’ora di verifiche, la decisione è stata quella di disimbarcare passeggeri e delegazione, poiché il guasto non era riparabile nell’immediato. Il re Felipe VI, presente per il commiato ufficiale, è salito brevemente a bordo e poi ha accompagnato il Pontefice al terminal.

Tempistiche e impatto sul programma

Il volo originario avrebbe dovuto decollare nel pomeriggio e raggiungere Roma in serata; invece la partenza è stata posticipata di alcune ore. La Santa Sede ha reso noto che il Papa rientrerà con il Falcon offerto dalla casa reale, mentre il resto della delegazione e i giornalisti torneranno su un aeromobile sostitutivo inviato da Madrid. L’episodio ha richiamato l’attenzione sulla gestione logistica dei trasporti istituzionali e sui protocolli di sicurezza adottati in presenza di malfunzionamenti tecnici.

La visita in Spagna e il messaggio del Papa sui migranti

La partenza da Tenerife chiudeva una visita apostolica durata diversi giorni che ha toccato città come Madrid, Barcellona e le Canarie. Nell’ultima giornata, nel porto di Santa Cruz, papa Leone XIV ha celebrato una messa alla quale hanno partecipato oltre 40mila fedelisuperando le aspettative degli organizzatori. Nel corso dell’incontro con le realtà impegnate nell’integrazione, il Pontefice ha rivolto parole forti contro la perdita di vite in mare, definendola un fallimento per la famiglia umana e ha invitato a non lasciare l’ultima parola alla paura o all’indifferenza.

Testimonianze e inviti all’integrazione

Tra i presenti c’era anche un giovane migrante senegalese che ha raccontato la propria esperienza di accoglienza a Tenerife e ha promesso impegno nello studio e nel lavoro per restituire quanto ricevuto. Il Papa ha ricordato che l’integrazione richiede rispetto delle leggi e l’apprendimento della lingua di accoglienza, ma ha sottolineato anche che non significa cancellare la storia di chi arriva: è invece «un cammino reciproco», ha detto, che vede nella protezione e nell’accoglienza un dovere morale e sociale.

La cerimonia di saluto all’aeroporto è stata presieduta dal re Felipe VI con gli onori militari e la partecipazione di autorità locali e nazionali. Il Pontefice, nel congedarsi, si è detto commosso per l’ospitalità ricevuta e ha ringraziato i fedeli presenti, mentre l’inno alla Madonna della Candelaria ha accompagnato l’uscita dal porto. L’episodio tecnico in pista, benché abbia creato disagi logistici, non ha modificato il nucleo del messaggio pastorale rivolto durante la visita.

L’accaduto ha richiamato ricordi di precedenti difficoltà tecniche affrontate da voli pontifici nel passato e ha sollevato domande sulla prontezza dei mezzi aerei civili in condizioni avverse. Nel caso specifico i tecnici hanno indicato come possibile causa un effetto del vento in coda sul corretto avviamento del motore; la decisione prudenziale di non ripartire ha evitato rischi maggiori. La Santa Sede e la casa reale hanno coordinato rapidamente la soluzione che ha permesso al Pontefice di rientrare a Roma nella serata.

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