10 Giugno 2026 🌫 19°

Innovazione a Roma: Maire e Rome Technopole guidano la transizione energetica e tecnologica

Roma si conferma un'eccellenza per l'innovazione grazie a Maire e Rome Technopole, con progetti di transizione energetica e collaborazione con le università

Innovazione a Roma: Maire e Rome Technopole guidano la transizione energetica e tecnologica

Roma si sta affermando come un polo di eccellenza per l’innovazione tecnologica e la transizione energetica. In questo contesto, il gruppo Maireguidato dal presidente e fondatore Fabrizio Di Amatogioca un ruolo cruciale. Di Amato ha recentemente partecipato all’evento Futuro Capitalesottolineando l’importanza della capitale italiana nel panorama dell’innovazione.

Maire: 43 anni di innovazione a Roma

Nata 43 anni fa nella capitale, Maire è cresciuta da una piccola società a una multinazionale presente in 50 paesi. L’innovazione è nel nostro DNAspiega Di Amato, evidenziando come l’azienda abbia sempre investito in questo settore. La collaborazione con le università è un pilastro fondamentale per Maire, che è stata tra le prime a partecipare a Rome Technopolel’ecosistema dell’innovazione del Lazio.

La collaborazione con le università

Rome Technopole aggrega università pubbliche e private della Regione, centri di ricerca, istituzioni e imprese. Antonella Polimeni, rettrice della Sapienzasottolinea come il Pnrr abbia permesso di creare modelli di collaborazione tra università, imprese e enti di ricerca. Questo dialogo, mai avvenuto prima, ha permesso di mettere a sistema risorse e competenze.

L’ospedale di Roma e dei romani: un progetto di rigenerazione urbana

Polimeni parla anche del nuovo Policlinicodescritto come l’ospedale di Roma e dei romani. Questo progetto di rigenerazione urbana prevede la riqualificazione di tutta la città ospedaliera, con spazi restituiti all’ateneo, residenze per studenti e nuovi laboratori. Ci saranno anche strutture tipo RSA, dove giovani e anziani potranno stare nello stesso ambito, e laboratori transdisciplinari per favorire l’innovazione.

La figura dell’ingegnere umanista e la formazione dei giovani

Di Amato torna sulla collaborazione tra università e impresa, sottolineando l’importanza della figura dell’ingegnere umanistacolui che guarda alla tecnica ma anche all’impatto sociale ed economico. A Roma, nel corso della storia, questa figura ha permesso di costruire strutture al servizio della città e delle persone. La collaborazione tra atenei e aziende è fondamentale, e Maire è un esempio di collaborazione che ha funzionato.

Entro fine anno sarà inaugurato un nuovo centro di eccellenza del gruppo dedicato alle nuove tecnologie sulla transizione energetica. Abbiamo bisogno di ingegneri e laureati ma anche dei vecchi periti tecnici, dei geometriafferma Di Amato. Per questo, la società ha deciso di investire su un’academy per formare giovani che, dopo averla frequentata, potranno decidere di proseguire gli studi o accedere al mondo del lavoro.

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