Il 18 luglio, nella suggestiva cornice di piazza del Gesù a Viterbo, Gennaro Capoluongo ha presentato il suo libro ‘Dalla parte giusta. Storie di eroi sconosciuti delle Forze di Polizia’ durante l’Ombre festival. L’evento, iniziato alle 21:15, ha visto la partecipazione di un pubblico attento e interessato alle vicende raccontate dall’autore.
Le storie di chi opera nell’ombra
Capoluongo, che fino ad aprile del 2026 ha ricoperto il ruolo di dirigente generale di Pubblica Sicurezza della Direzione Centrale della Polizia Criminale, ha spiegato che il libro nasce dalla necessità di raccontare storie vere di eroi sconosciuti tutori della legalità. “Vorrei portare alla gente la testimonianza di poliziotti coraggiosi e silenti che, lontani dai riflettori mediatici, cercano di proteggere cittadini onesti”, ha dichiarato l’autore.
Durante la serata, Capoluongo ha condiviso aneddoti personali, tra cui un episodio della sua infanzia in cui, grazie al suo impegno, riuscì a conquistare il rispetto di un compagno più grande e violento. Questo episodio ha sottolineato il suo credo: “L’essere umano deve lottare contro le ingiustizie.”
La lotta alla criminalità e la cooperazione internazionale
Emanuele Aronne ha dialogato con l’autore e con Giovanni Accardo, dirigente della Divisione Anticrimine della questura di Viterbo, uno dei protagonisti del libro. Accardo ha evidenziato come il testo apra un riflettore su donne e uomini che, ogni giorno, con dedizione e senso del dovere, servono il nostro Paese. “Sei il primo che ha dato un volto umano alla legalità”, ha affermato Accardo, riferendosi a Capoluongo.
Accardo ha raccontato episodi significativi della sua carriera, tra cui un’operazione al Sestriere e una missione in Grecia nel 2008. Ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale di polizia, che rappresenta un pilastro fondamentale per il contrasto al crimine transnazionale. “La mia esperienza nella cooperazione internazionale di polizia mi ha aiutato ad avere una visione macroscopica del crimine e di sviluppare una mentalità analitica che non vede il crimine come fenomeno locale, ma come una rete complessa, che richiede risposte globali e coordinate”, ha dichiarato.
La sicurezza come benessere sociale
Capoluongo ha riflettuto sul concetto di sicurezza, affermando che “la sicurezza non è solo ordine pubblico: è benessere sociale, fiducia nello Stato, speranza nel futuro.” Ha parlato delle sue esperienze presso Interpol, Europol e le Nazioni Unite, restituendo uno spaccato vivido e inedito di chi lavora per proteggere i più fragili.
Il libro tratta anche delle operazioni all’estero della Polizia, del contrasto alla criminalità organizzata e della cooperazione transfrontaliera, con la necessità di scambio informativo per il contrasto a reati internazionali. Capoluongo ha affermato: “Io sono stato severo, ma mettendo in primo piano l’umanità. Amo la squadra mobile perché permette di fare le investigazioni.”
Un omaggio agli eroi quotidiani
Al termine della presentazione, Capoluongo ha firmato le copie del libro tra gli applausi del pubblico. Il testo è un omaggio agli eroi quotidiani, a quelle persone che, con coraggio e dedizione, operano nell’ombra per garantire la nostra sicurezza. “Questo testo è una grande opera sugli eroi sconosciuti, che fanno il loro dovere in silenzio”, ha concluso Accardo.



